L’accesso ai contenuti culturali digitali

Sul Giornale della Libreria, luglio/agosto (2007), c’è una presentazione dei risultati della ricerca svolta dall’Osservatorio permanente dei contenuti digitali (creato da AIE e associazioni di categoria simili) sulle modalità di accesso a tutti i tipi di contenuti digitali (testi, musica, cinema…) attraverso qualunque piattaforma tecnologica.
In realtà l’articolo riprende da vicino la sintesi dell’analisi, online su http://www.osservatoriocontenutidigitali.it/leftmenu/Lindagine/tabid/596/Default.aspx

Qualche dato:

  • 52% di italiani che non usano mai internet
  • 23% di heavy user (si connettono ogni giorno o quasi)
  • nella fascia d’età 14-36, gli heavy user sono prevalentemente donne, quindi dovremo rivedere l’idea della maggiore diffusione di internet fra gli uomini che era rimasta vera fino ad oggi. Sta arrivando l’ondata delle generazioni nate insieme alle nuove tecnologie e questo cambia anche il quadro di genere. Chissà però se allo scadere dei 36 anni anche le donne prossime future non saranno catturate dal meccanismo lavoro-spesa-lavatrice-corsa all’asilo ecc.? ;-)
  • l’uso delle tecnologie di per sé si può accompagnare sia ad un alto, sia ad un bassissimo livello di consumo culturale: si può essere dei fanatici delle nuove tecnologie ma occuparsi solo degli ultimi modelli di cellulari usciti e dei loro infiniti gadget, oppure (aggiungo io) passare ore al pc di casa ma solo davanti a videogiochi dementi. Viceversa, si possono scaricare film, ascoltare in mp3 l’ultima puntata della trasmissione radiofonica preferita, e così via…
    “Sembra dunque che sia la discriminante culturale a permettere e orientare gli utenti verso un utilizzo attivo o passivo delle nuove tecnologie: la tecnologia di per sé costituisce un elemento neutro. Più che di digital divide appare più corretto parlare di cultural divide”.

Molto utile l’immagine a p. 30, che rappresenta graficamente le aree in cui ricadono i consumatori culturali incrociando livello tecnologico e livello culturale (per visualizzare completamente l’immagine, scorrete 2 p. in basso), mettendo insieme mezzi digitali e tradizionali. Ne emergono alcune categorie che le biblioteche dovrebbero considerare come loro target da recuperare: sia l’area dei forti consumatori di sola tv, sia quella di appassionati della tecnologia ma sul solo versante cellulare/navigatore satellitare, ecc.

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