Il Web 2.O al COMPA

Ho partecipato questo pomeriggio al convegno organizzato dalla società Officine Digitali sulle applicazioni Web 2.0 per la pubblica amministrazione, nel corso della prima giornata di lavori del Compa. Due idee, in generale, mi sono sembrate interessanti.

La prima è non focalizzare la riflessione sulle tecnologie, bensì sui modelli di interazione che esse consentono. Al di là dei software e dei dettagli tecnici, quello che importa è che, qualunque tipo di applicazione sia in progetto, sia basato su una solida strategia di comunicazione col cittadino. E’ l’idea che ci sta dietro che deve essere forte, non tanto (non solo) il relativo supporto informatico.

La seconda è ancora più generale e tocca la trasformazione della rete a partire dalla sua ”primitiva” versione 1.0 (la rete come la conoscevamo fino a ieri). Mentre i primi anni di implementazione dei siti della pubblica amministrazione hanno visto il riversamento delle informazioni archiviate dallaforma cartacea verso il web, oggi il web tende a presentarsi come il contenitore dell’informazione, intorno al quale gravitano tutti gli altri. Possiamo figurarci questo nuovo assetto come un’architettura server-client, dove la rete è il grande server collettivo e le altre applicazioni (tv, informazione su carta, ecc.) canali che interagiscono con esso.

Cristiano Leoni (progetto Tek Tank dell’Università di Bologna) è partito illustrando come esempio-base uno degli esempi di social bookmarking più attuali, del.icio.us, e ha proseguito mescolando esempi di buone pratiche e riflessioni generali (con mia grande gioia arrivando a citare anche Wikinomics di Tapscott e Williams!).
Un esempio lampante delle potenzialità della collaborazione spontanea fra cittadini e PA è ad esempio FixMyStreet, gestito da un’associazione privata ma con finanziamenti del governo inglese: i cittadini possono segnalare sul sito qualunque irregolarità notino (del tipo illuminazione stradale assente, buche nell’asfalto, graffiti di contenuto offensivo). Le segnalazioni vengono poi prese in carico dalle amministrazioni locali. In questo modo il cittadino è prima parte attiva nell’amministrazione del territorio, poi è messo in grado di seguire gli sviluppi della sua segnalazione.
Le opportunità in strumenti di questo tipo sono la possibilità di un feedback immediato per il cittadino, un corposo ritorno in termini di immagine per la PA e (elemento da sottoporre a verifiche più puntuali) una probabile riduzione nei costi di gestione di alcuni servizi.
I consigli di Leoni per chi voglia cimentarsi in questo campo sono due: conoscere bene le tecnologie e iniziare da contesti controllati (ad es. facendo girare le applicazioni in intranet prima di metterle al vaglio dei cittadini).
Citati anche diversi (e talvolta divertenti) casi di errori: dal blog coi commenti censurati di Mastella, che è stato rapidamente clonato in rete in una versione bis molto poco onorevole, al senatore USA Stevens, che all’inizio di quest’anno proponeva di bandire i siti interattivi (potenzialmente anche Wikipedia) da scuole e biblioteche!

Altro interventi interessanti quelli di Claudio Forghieri del Comune di Modena e di Marco Tonini di officine Digitali, che hanno sottolineato la continuità fra il principio della partecipazione dei cittadini nella gestione dei servizi pubblici e gli strumenti del Web 2.0. La proposta è quella di una “PA multicanale 2.0” basata su alcuni punti:

  • Condivisione dei dati: aprire al pubblico i dati in possesso della PA (ad es. orari degli autobus, elenchi delle fermate dei bus ecc.), permettendo a chi voglia farlo di utilizzarli per applicazioni di mashup che reputi utili. Nel campo dell’informazione georeferenziata potrebbero esserci parecchi sviluppi, basti pensare a quanta informazione sul traffico sia detenuta collettivamente e in tempo reale dall’insieme degli automobilisti, e a come questa potrebbe combinarsi sia con l’informazione istituzionale in mano ai vigili (lavori in corso, manifestazioni, deviazioni…), sia con una mappatura del territorio anche al di fuori dei confini delle competenze territoriali dei singoli enti.
  • Convergenza alla multimedialità: integrare audio e video nei siti della PA, eventualmente anche “appoggiandoli” direttamente su piattaforme esterne come YouTube. Bella intanto la galleria video già ora accessibile dall’home page del Comune di Modena con tanto di tag descrittivi e richiesta di un feedback da parte dei cittadini (“segnalaci i tuoi video”).
  • Architettura della partecipazione: quando le persone decidono di partecipare attivamente? In realtà, solo quando ne vedono un beneficio diretto (torna l’esempio del traffico). Ma ciò non significa che la relazione col cittadino non vada gestita in modo consapevole, e di qui di nuovo l’importanza di una politica strutturata di comunicazione, di cui si diceva all’inizio.

A breve sul sito di Officine Digitali dovrebbero essere disponibili le slide del convegno e un video degli interventi.

Mercoledì (cioè domattina, e sono già le 11 e mezza!) è in programma un nuovo convegno su temi simili, questa volta sponsorizzato da IBM… ma riuscirò ad andarci???

 

 

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