Digital divide per tutti

Devo raccontare un fatto personale, ma che credo abbia una rilevanza collettiva e professionale.

Un mese fa ho fatto trasloco e ho chiesto a Telecom Italia un trasloco della mia linea telefonica. Il che significa mantenere il proprio numero di telefono e l’intero contratto alle stesse condizioni precedenti. Ciò significa, ovviamente, ADSL compresa.

E’ passato più di un mese e di ADSL non si vede traccia. E non solo: se dovessi ingenuamente dare credito a tutte le stupidaggini vaghe e contraddittorie che un’infinità di tecnici della Telecom mi hanno detto, ci dovrei anche rinunciare.
Già: in fondo che pretesa assurda avere l’ADSL nel centro di Bologna nel 2008!
Onestamente, è stata una gran delusione. E non solo per la serie infinita di procedure burocratiche che ora sono costretta a seguire.
Fino ad oggi ho sempre sospettato dell’atteggiamento di chi sostiene che tutto va sempre peggio, perché mi pare contenga un elemento di qualunquismo che non mi piace (non ci sono più le stagioni di una volta…). Ora però devo ammettere che ho avuto l’impressione che l’Italia non meriti di stare in Europa. Altro che Information Technology, altro che terziario avanzato, tutte scemenze messe a confronto con la realtà.
A parte augurarsi il fallimento di questa pregevole azienda, che tratta i propri clienti come pezze da piedi e rifiuta di offrire servizi dai quali potrebbe ricavare un profitto, mi domando davvero cosa significhi questo episodio rispetto alla possibilità dell’informazione in Italia. Personalmente, intendo ora trasformarmi in un cane rabbioso attaccato al polpaccio della Telecom e seguire ogni strada possibile per denunciarli. Ma quando ad esempio ci chiediamo se mai gli anziani in Italia cominceranno ad usare la Rete, cosa ci stiamo immaginando? Non tutti sanno di avere un diritto all’informazione, non tutti sono in grado di far rispettare i propri diritti, non tutti sono dotati del cinismo necessario per affrontare il call center di turno…

Intanto vi segnalo il sito dell’associazione Anti-Digital Divide, ma anche quello di Federconsumatori. Non posso far altro che invitarvi a non mollare se mai vi capiterà qualcosa del genere.

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