Britannica WebShare

Come molti di voi avranno letto, la storica Encyclopaedia Britannica ha avviato un programma di apertura della propria politica commerciale consistente nell’offerta di accessi liberi a “publishers of Web content —such as bloggers, webmasters, writers, and editors—”.
La cosa va letta nell’ottica di un progetto generale di cauto avvicinamento allo stile del Web 2.0. che, a detta di molti commentatori, si è reso necessario dall’ormai sempiterno botta e risposta Wikipedia / Britannica.
L’idea sembra interessante: rimanere un’impresa di stampo sostanzialmente tradizionale e “chiuso” dal punto di vista redazionale, ma cominciare a fare qualche piccolo passo nella direzione di una rete che, nel frattempo, muta a gran velocità.

Armata di belle speranza ho letto le caratteristiche richieste per usufruire di questa possibilità e, visto che si parlava soltanto del fatto di pubblicare contenuti con una certa regolarità, mi sono detta: perché non provare?

Questa è la lettera che mi è arrivata in risposta, risposta aihmé negativa!
Beh… che vi aspettavate?  ;-)

Dear WebShare Applicant,
We have reviewed your application for a free subscription to Britannica Online,and I’m sorry to say we’ve concluded that you don’t meet the qualifications of the Britannica WebShare program.
The program is limited to Web publishers who are clearly publishing content regularly on the Internet. We found your application didn’t meet this standard for one of several possible reasons: we couldn’t identify your site or didn’t receive the URL; the site you sent us didn’t exist or we couldn’t find it; it wasn’t primarily a content site; we couldn’t verify your association with the site; the site doesn’t appear to be revised or updated on a regular basis; or we found its contents offensive.
You can read our guidelines and criteria … If you truly feel we have made an error in judgment, you can appeal by sending an e-mail with an explanation to …
Sincerely,
Encyclopaedia Britannica

Quale sarà il vero motivo?  L’ipotesi più semplice  è che ci si voglia limitare a siti in lingua inglese. La cosa sarebbe ragionevole. Ma forse è più probabile che l’offerta sia in realtà indirizzata ai grandi blogger capaci di attrarre sui propri siti moltissimi utenti, in modo che l’offerta si traduca in un ritorno di immagine più consistente per la Britannica stessa.

Quello che mi viene in mente è però una delle argomentazioni classiche sul peer-to-peer: se non fosse più possibile scambiarsi file musicali in rete cosa accadrebbe?
Che gli utenti di tutto il mondo si metterebbero a pagare quanto richiesto loro dall’industria musicale oppure che una fetta di mercato virtuale si richiuderebbe e tornerebbe alla scarsità precedente l’era di internet?
Secondo me la seconda ipotesi è assolutamente certa.

Dunque se gli accessi gratuiti alla Britannica sono limitati, che faranno i blogger del mondo? Pageranno un normale abbonamento per accedere ai prestigiosi contenuti della Britannica oppure, visto che in questo caso non sono costretti alla scarsità, sceglieranno definitivamente Wikipedia?

E stiamo parlando del mondo di lingua inglese…
Intanto la nostrana Treccani evita di porsi il problema evitando completamente l’online!!!

3 thoughts on “Britannica WebShare”

    1. esatto! ti assicuro che nel 2008 il sito della Treccani era molto diverso! Sì, c’è un problema spazio-temporale, sto importando-correggendo le importazioni fatte in automatico. Grazie comunque :-)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...