Rapporto Assinform 2008

Segnalato da Punto informatico, che ne riassume anche i contenuti, il nuovo Rapporto Assinform 2008 sull’Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali.
Online in video gli interventi fatti alla presentazione del Rapporto a Roma, il 30 giugno.

Chi è Assinform?
Copio dal loro sito: “Assinform è l’associazione nazionale – aderente al sistema Confindustria – delle principali Aziende di Information Technology operanti sul mercato italiano… L’Associazione, frutto della fusione tra le due principali Associazioni del settore (AITech e Assinform), rappresenta l’offerta italiana di informatica.”

Personalmente trovo che sia utile confrontarsi con approcci di questo tipo, che usano il linguaggio dell’imprenditoria e dei numeri. In particolare per chi, come noi, lavora talvolta un po’ confinato nel mondo della cultura e può facilmente farsi un’idea troppo personalistica delle cose.

Qualche elemento tratto dall’intervento di Giancarlo Capitani:

A livello internazionale, confermato il ruolo in completa ascesa dei paesi cosiddetti “BRIC” (Brasile, Russia, India, Cina), di fronte ai quali l’intero mondo occidentale dovrà riposizionarsi nei prossimi anni.

A livello della situazione delle industrie italiane, il mercato dell’informatica risulta sostenuto dalle grandi imprese, poco dalle piccole e dalla pubblica amministrazione centrale (meglio invece quella locale). Forte il ruolo del settore consumer, cioè dei consumi degli utenti finali (si usa dire “delle famiglie”, ma a me non piace!).
Rispetto al mercato delle telecomunicazioni si registra invece un rallentamento, ma sono in crescita i servizi aggiunti sulla telefonia mobile (internet mobile). Crescono gli accessi alla rete a banda larga, rallentati però da un divario digitale ancora forte che colpisce soprattutto (ma non solo!) le aree periferiche non urbane. Il dato che resta costante è però che la media dell’uso della rete da parte dei cittadini italiani è inferiore a quella europea.
Insomma, come già si rileva da anni, molto cellulare e poca informatica.
Tornando alle imprese e all’impatto che l’innovazione tecnologica ha sull’organizzazione del lavoro, un dato interessante e che mi pare anche l’OCSE abbia di recente confermato è che il monte ore di lavoro degli italiani aumenta. Interessante però è soprattutto che questo aumento si possa mettere in correlazione con lo scarso tasso di ICT. Quando le aziende fanno innovazione, sembrano privilegiare più il lato hard della produzione (il parco macchine) che quello di informatico e telematico.
Dunque avere paura delle nuove tecnologie non paga…

Capitani a chiusura dell’intervento: “Tutti dobbiamo fare uno sforzo che non è economico ma è prima di tutto culturale”.

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