Libri del passato e libri del presente

A Bologna è stato di recente pubblicato un dossier che, in occasione dei 50 anni dall’istituzione del Consorzio Provinciale di Pubblica Lettura, ne riporta la storia, alcuni documenti ufficiali, alcune immagini (foto “d’epoca” di biblioteche appena nate, i primi manifesti promozionali…) e soprattutto l’inventario delle carte sul tema conservate presso l’archivio della provincia di Bologna.

La presentazione del volume è stato un momento che definirei abbastanza tenero, vista la presenza di tante persone che dalla nascita di quel Consorzio in avanti hanno lavorato duro per creare le condizioni fortunate in cui oggi (anche se si vorrebbe ancora di più!) mi trovo ad esempio a lavorare io. E quindi un grazie a tanti, fra cui la nostra Anna Maria Brandinelli che nel volume firma l’intervento Breve storia di una grande idea e che vedete come puntino biondo nella foto qui sotto!

Il Consorzio nacque nel 1958, un anno che io mi immagino (forse in modo un po’ romantico) come un misto di volontà di uscire da un dopoguerra ancora vicino, di orgoglio semplice di chi comincia a stare un po’ meglio, di cultura contadina ancora forte e di speranze. Pare che, in quel periodo, Carlo Maria Badini assessore alla pubblica istruzione e inventore di quel Consorzio, annunciasse nei vari paesi della provincia l’avvio dei servizi bibliotecari come “l’allacciamento del servizio di pubblica lettura”.

D’altra parte, nel suo intervento al Consiglio provinciale in occasione della discussione per l’istituzione del Consorzio, partiva così:

“Il provvedimento che ci accingiamo a prendere in esame … è certamente destinato ad incidere positivamente nella vita delle popolazioni della nostra Provincia, con la stessa forza ed efficacia con cui la soluzione di un problema di viabilità o di bonifica o di industrializzazione può portare allo sviluppo sociale di una plaga o di un borgo.”

Ho l’impressione che, se parlare oggi di biblioteche come infrastrutture suona ancora strano, allora debba essere sembrato rivoluzionario!

In questi giorni esce il libro di Anna Galluzzi Biblioteche per la città: nuove prospettive di un servizio pubblico. Un libro snello, fluido ed equilibrato ma con solide ambizioni, che fa entrare nel dibattito sul futuro delle biblioteche (pubbliche, ma non solo) temi presi dalla sociologia della città, dei consumi culturali in ambito metropolitano, dei cambiamenti negli stili di vita, e li mette a confronto con una bella serie di casi di studio relativi a biblioteche di nuova costruzione o riadattamento.

Prima ancora di scriverne una recensione, dirò solo che si tratta di un libro che fa entrare una vera boccata d’aria fresca nella nostra riflessione professionale!

Ho l’impressione che parlare finalmente in modo esplicito di temi come la necessità di ripensare l’articolazione delle biblioteche sul territorio, l’uso ibrido e non tradizionale che gli utenti vorrebbero farne ed il loro assomigliare a luoghi di consumo di massa come i centri commerciali, contenga un pizzico di quello stesso coraggio che faceva parlare negli anni ’50 delle biblioteche per tutti come di un’opera di bonifica!

Sul libro potete intanto leggere quello che ne dice la stessa Anna nel suo blog.

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