Evoluzionismo enciclopedico

Il primo giorno di lavoro a Salaborsa, a biblioteca ancora lontana dall’apertura, il mio primo incarico in assoluto è stato inserire le voci dell‘Enciclopedia giuridica Treccani nei 33 raccoglitori a fogli mobili in cui è stata pubblicata. Era il dicembre del 2000 e, da allora, ho continuato a seguire io le vicende di quell’enciclopedia.

Si sa che l’evoluzione procede con lentezza, e a volte in modo paradossale. Virus in costante mutazione coesistono sul pianeta con tartarugoni identici a com’erano ere ed ere fa. L’amigdala sta nascosta nel nostro cervello da tempi immemorabili, il coccige assomiglia a quello che resta di una coda…

Anche le enciclopedie arrancano nel loro faticoso processo evolutivo. Il patriottico e vetusto Istituto dell’enciclopedia italiana ne è un buon esempio.

Aperto il fronte online in modi piuttosto interessanti, che potete trovare descritti qui e anche da Metitieri in Spiacenti, la conoscenza enciclopedica si è trasferita online, pare invece si fatichi ad abbandonare un modello come quello della Giuridica, che resta ancorato ad un modello cartaceo tradizionale in modi che, si scoprirà, possono rivelare autentiche sorprese.

L’idea dei fogli mobili nasceva dalla volontà di offrire un’opera aggiornabile. Questo ha significato, dall’uscita dell’enciclopedia, inserire a mano gli aggiornamenti via via forniti negli anni dall’editore, un lavoro oneroso ma che pareva garantire all’opera un carattere effettivamente differente dai tanti trattati di diritto ad invecchiamento rapido (dal punto di vista di una biblioteca pubblica, immediato).

Siamo oggi al XVI aggiornamento. Ho quindi personalmente buttato voci vecchie e inserito voci nuove già per quindici volte. All’inizio si trattava di un po’ di voci per volta, in un’opera dalla struttura tutto sommato fissa (32 volumi di voci più uno di indici). Poi i contenitori (pensate a degli enormi quadernoni ad anelle con solido meccanismo in legno, rilegate in plastica finta-pelle) hanno cominciato a scoppiare, perché alle voci sostituite si sono aggiunte anche voci del tutto nuove. Sono stati forniti nuovi contenitori, che il bibliotecario poteva a suo giudizio piazzare qua e là creando, poniamo, un volume 17 bis se il 17 cominciava ad assomigliare ad un sandwich oversize. Nel frattempo, è accaduto anche che il volume di indici, non comprendendo le notizie relative agli aggiornamenti, sia divenuto inservibile, e sia stato offerto al suo posto un cd-rom con gli indici cumulativi. Un oggetto digitale. Ottimo. Si sarebbe quasi potuto pensare all’inizio di un ripensamento… l’evoluzione stava forse facendo il suo corso…

E invece no. Al XVI aggiornamento si scopre che, causa sfondamento di qualunque proporzione tra la massa delle voci e i sandwich che le contengono, si è deciso di ridistribuire tutta l’opera in più volumi, dai 32 che erano fino ai nuovi 37. Con quali contenitori? Con gli stessi che erano stati usati gli anni scorsi per i 17 bis! Questo significa che non solo bisogno inserire i nuovi aggiornamenti ma che, questa volta, l’opera va mandata completamente gambe all’aria e reinserita tutta. Alla fine del lavoro, inoltre, tutti i volumi saranno probabilmente da rietichettare, perché se il primo volume contiene ancora all’incirca le voci da A a BA, andando avanti nello scorrere dei tomoni avrete un contenitore con stampigliato in belle lettere dorate M – NI, ma che contiene delle voci alfabeticamente precedenti.

Per gli sventurati colleghi che debbano ancora affrontare questa epopea posso fornire alcuni consigli:

Avvertite i colleghi che dalla porta del vostro ufficio si potranno udire – alternativamente – imprecazioni, risate e altri tipi di esternazioni. Fin qui non è grave.

Svuotate completamente il tavolo e decidete dove appoggiare i vari pezzi del lavoro, ovvero la pila degli aggiornamenti, la pila degli indici nuovi, il volume in lavorazione, quello precedente e quello successivo perché vi sbaglierete e dovrete controllare, e, naturalmente, la pila via via spaventosamente alta delle voci che avrete messo da parte per infilarle in volumi ancora da lavorare (il sasso sopra evita lo svolazzamento letale dei fogli).

Controllate accuratamente quello che state facendo sui fogli verdi. I fogli verdi contengono le istruzioni dettagliate su come gestire il lavoro. Ma non è detto che siano completamente esatti. Nel mio caso, una voce citata negli aggiornamenti non era in realtà presente. Sottigliezze di questo tipo instilleranno in voi un dubbio che poi sarà difficile estirpare, e vi troverete a scrutare le pagine con diffidenza.

Nei fogli verdi si parla di un nuovo cd-rom di indici. Non credeteci. L’agenzia che tratta con noi dice che questo cd non esiste. Quindi voi avrete un’enciclopedia con 16 aggiornamenti, ma gli indici cumulativi ne comprendono solo 15. Saranno bei momenti quando si dovrà comunicare questo dettaglio agli utenti.

A proposito di indici, l’originario volume 33, catalogato in opac come Indici, è da tempo inservibile (l’abbiamo già detto). Ora, però, apparirà un nuovo volume 33 contenente invece delle voci, perché la nuova disposizione dell’opera arriva a 37. A chi trovi una soluzione catalografica a questo enigma sarà concesso di sbirciare dalla porta del congresso IFLA di Milano senza pagare neppure un euro! ;-)

Potrete imbattervi nel fenomeno per cui avete una postilla di aggiornamento da inserire su una voce che però non è più (se mai lo è stata) presente nella vostra copia. Impossibile sapere se il fenomeno sia un difetto delle istruzioni, l’esito di un vostro precedente errore oppure il risultato di un furto. Perché in effetti la struttura a fogli mobili un pregio ce l’ha: è facilissimo sottrarre la voce che interessa e portarsela via. Impossibile antitaccheggiare un’opera di questo tipo, se non a costo di antitaccheggiare le singole pagine. Una nota di colore: al nostro volume 26 è stata applicata una striscia antitaccheggio alla voce ‘Possesso’. E poi c’è chi dice che sono coincidenze…

Ogni opera santificante comporta delle tentazioni. Rovesciare la lattina della coca cola sulla voce ‘Istruzione pubblica’, oppure rimescolare proditoriamente le voci, in modo che ‘Fallimento (presupposti del)’ si trovi al posto di ‘Reato aberrante’ sono opzioni che la vostra professionalità dovrebbe farvi scartare.

La pazienza non basta, non questa volta. Cercate un’alternativa personalizzata. Io sto tentando sfondandomi le orecchie con musica techno abbastanza ossessiva da permettere alle pulsioni psicotiche di fluire fuori di me, il più lontano possibile.

Ciò detto, bisogna che qualcuno si incarichi di avvertire la Treccani che l’unico modo al mondo di tenere sensatamente aggiornata un’opera enciclopedica è quello di venderla in formato online. Diciamo allora a chiare lettere che possiamo rinunciare all’ancestrale tartarugone in finta pelle rossa, allo scopo di avere un’opera meno maestosa, ma utilizzabile, e che non richieda ore ed ore di lavoro inutile al modesto bibliotecario.

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