Kublai: progetti per tutti

Partecipando all’ultima lezione di Oilproject, tenuta da Alberto Cottica sulla wikicrazia (lo sviluppo di pratiche di partecipazione collettiva alle politiche pubbliche, tema vicino a quello della cosiddetta e-democracy), ho scoperto il progetto Kublai che così si autodefinisce:

“Kublai è un ambiente di progettazione pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale, promosso dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico. Il suo obiettivo principale è di sviluppare e rafforzare progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale”

Per i creativi? Promosso da un ministero?

Continuiamo a leggere e scopriamo che Kublai è una piattaforma che, utilizzando come strumento il social network, mette in comunicazione fra loro persone di ogni tipo che abbiano un interesse in campi creativi in senso lato (arte, cultura, moda, comunicazione, design, software…). Alla comunicazione peer-to-peer si aggiunge l’assistenza di economisti del Dipartimento di Politiche di Sviluppo con compiti di counseling.

Il risultato finale è che chiunque può pubblicare un progetto (spesso partendo semplicemente da un’idea che gli frulla per la testa) e ricevere consigli sulla sua realizzabilità, su quali siano i potenziali punti critici, le aree da sviluppare e così via.

Curiosando fra i progetti, ho scoperto subito che diversi riguardano le biblioteche o i libri.

Lettori gemelli prevede ad esempio una forma di collaborazione coi dati di prestito e le anagrafiche delle biblioteche per mettere in contatto lettori con interessi simili, sul modello dei servizi attivati da alcune biblioteche come quella di Cologno Monzese. Sul forum di discussione del progetto si può capire con quale facilità sia possibile intervenire con idee e consigli se magari si è del campo…

Bibliolab è stato invece pensato come progetto locale (partendo dalla Liguria) di allestimento di biblioteche e punti di lettura in luoghi inconsueti come agriturismi, alberghi, comunità montane, scuole di piccoli comuni, associazione …

Anche Bookerang, portale di cui si trova già online una versione beta, è partito da qui, configurandosi mi pare un po’ secondo il modello dei siti di condivisione di libri come Libraything e Anobii, con la differenza che ad essere coinvolti in questo caso sono anche le reti delle piccole librerie e dei piccoli editori sul territorio.

Insomma… c’è gente là fuori che ci guarda e che forse vorrebbe collaborare con noi!

E’ vero che a volte la prima impressione in alcuni progetti è di una certa ingenuità, ma ricordiamo che si tratta appunto nella maggioranza dei casi di embrioni di progetti, e che proprio dove vediamo delle ingenuità possiamo con più probabilità intervenire con quello che sappiamo. Dare un’opinione costa veramente poco, basta iscriversi al network e dedicare qualche minuto a leggere materiali e commenti.

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