Gli ebook arrivano in Italia

“ … mentre molti dei bibliotecari pubblici sottolineano la necessità di mantenersi al passo con i tempi sul fronte infrastrutturale (attrezzature informatiche, postazioni pc al pubblico, creazione di aree wifi, sperimentazione di postazioni di autoprestito ecc.), solo alcuni … collocano l’incremento delle risorse elettroniche (e non semplicemente multimediali) tra gli obiettivi più importanti da realizzare, forse anche perché il mercato italiano delle risorse elettroniche ancora non garantisce un’offerta adeguata per le biblioteche pubbliche.” (p. 477)

Questo alla fine del 2009, secondo quanto raccolto da Anna Galluzzi in Costruire nuove biblioteche o costruire un nuovo modo di essere biblioteche? Un percorso italiano attraverso 19 interviste, in ‘Bollettino AIB’, n. 4 (2009), full text online.

Negli ultimi mesi, però, le segnalazioni sul fatto che gli editori italiani si stiano organizzando per entrare nel mercato dell’ebook si sono susseguite con una certa regolarità: lanci di agenzia, pagine culturali dei quotidiani e quasi ogni genere di rivista online che si occupi di tecnologie hanno dato risalto a notizie su questo tema, incrociando informazioni sul mercato delle vendite dell’ebook negli USA, servizi sui lettori di ebook, annunci di iniziative dei gruppi editoriali in vista dell’autunno che ormai è qui.

A me non è sembrato facile districarsi in questo stillicidio di informazioni, motivo per cui dopo aver faticato un po’ per cercare di farmi un quadro sensato della situazione, ve lo propongo, anche se si tratta solo di una sintesi e non disegna un quadro definitivo. Diciamo pure che questo post sarà completamente superato già fra qualche mese, o almeno io me lo auguro, perché significherebbe che la situazione si sta davvero evolvendo…

Bene, la grande novità è che gli editori italiani si sono mossi.

Si sono mossi annunciando appunto per l’autunno lo schieramento in campo di praticamente tutte le grandi sigle editoriali, in un panorama che va delineandosi all’incirca in questo modo (elenco per ordine stimato di grandezza):

Gruppo Mondadori (bol.it)
Bol.it ha già in vendita oggi una raccolta di ebook in inglese, a cui promette di aggiungere un catalogo di libri in italiano che dovrebbe comprendere anche diversi bestseller. Per intenderci, parliamo di Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling ed Electa, che da soli rappresentano una bella fetta di mercato.

Edigita (Editoria Digitale Italiana)
Si tratta di un progetto, promosso da Feltrinelli, Messaggerie Italiane, GeMS, ed RCS Libri, per la creazione di una piattaforma dedicata alla distribuzione degli e-book.

Le sigle editoriali aderenti sarebbero Adelphi, Ape, Apogeo, Archinto, Bollati Boringhieri, Bompiani, BUR, Calderini, Chiarelettere, Corbaccio, Duomo Ediciones, Edagricole, Edizioni Gribaudo, Etas, Fabbri, Fazi Editore, Feltrinelli Real Cinema, Feltrinelli Traveller, Garzanti, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Guanda, Kowalski, La Coccinella, La Nuova Italia, Laterza, La Tribuna, Libri Oro, Lizard, Longanesi, Markes, Marsilio, Nord, Nord-Sud, Ponte alle Grazie, Pratiche Filosofiche, R.L. Libri, Rizzoli, Rizzoli Larousse, Rough Guides, Salani, Sansoni, Skira, Sonzogno, Superpocket, TEA, Tramontana, Urra, Vallardi.

Un’altra consistente fetta di mercato.

Bookrepublic
E’ questo un progetto rivolto principalmente agli editori italiani cosiddetti indipendenti: Alet, Armando, Blu Edizioni, Codice Edizioni, Davide Vasta, Edizioni Ambiente, Fernandel, Francesco Bevivino Editore, Giuntina, Hacca, Hestia, ISBN, Il Maestrale, Il Saggiatore, Il leone verde, Instar Libri, Iperborea, La Nuova Frontiera, Las Vegas, Ledizioni, Mammeonline, Marcosymarcos, MinimumFax, Morellini Editore, Nottetempo, Nutrimenti, Terre di Mezzo, Quodlibet, Raffaello Cortina Editore, Selene Edizioni, Sovera, Transeuropa Edizioni, Voland.

Nomi minori, ma neanche tanto, che completano quasi il campo degli editori di medie dimensioni.

Bookrepublic si distingue inoltre – unico nel panorama italiano per ora conosciuto – per l’adozione annunciata di un sistema di cosiddetto Social DRM.

In breve: il DRM (Digital Rights Mangement) “classico” rende tecnicamente impossibile la copia del testo o impone ad esso altre limitazioni relative all’uso e alla diffusione, allo scopo di evitarne usi impropri che, a seconda di quanto restrittivamente si intende il diritto d’autore, vanno dal semplice prestito all’upload su reti di condivisione. Il Social DRM, invece, non impone limiti tecnici alla fruizione e alla gestione del file, ma inserisce fra i suoi metadati alcune informazioni relative all’acquirente “ufficiale” (come il nome o l’indirizzo email): se del file verrà fatto un uso illegale, si potrà risalire al responsabile, ma si presume che questo non accadrà perché chi ha legittimamente acquistato il libro potrà farne un uso più che liberale, ad esempio prestarlo, copiarlo su macchine diverse eccetera. E’ una gestione “sociale” dei diritti nel senso che si ritiene che lasciare libertà all’utente lo responsabilizzi nell’uso dei contenuti, e perché mette in campo una sorta di controllo sociale sulla correttezza delle azioni di ognuno.

Da aspettarsi invece, anche se con esiti tutti da verificare, la presenza di DRM più o meno restrittivi su tutte le altre piattaforme di distribuzione messe in piedi dagli editori italiani. Su questo tema e sul fenomeno (possibile? probabile?) della pirateria nel campo ebook vi consiglio di leggere il capitolo V, parte 3 di La quarta rivoluzione di Gino Roncaglia, intitolata appunto Proteggere a tutti i costi? DRM, pirateria e i rischi della balcanizzazione. Forse, è proprio dove si trovano le maggiori limitazioni ad un uso libero dei contenuti che i rischi di pirateria aumentano.

Vanno poi ad aggiungersi ai gruppi editoriali le piattaforme di vendita online già attive come IBS (già disponibili alcuni titoli in ebook, per ora di editori minori), Deastore e Simplicissimus. Quest’ultimo si contraddistingue perché si offre, oltre che come piattaforma di vendita online, anche come fornitore di servizi per editori e gruppi. Suo, in particolare, il “magazzino digitale” Stealth che funge da interfaccia di gestione dei contenuti digitali per gli editori e per i rivenditori, già utilizzato ad esempio da Bol.it e IBS.

Insomma, se fino a ieri sembrava che l’ebook fosse solo il brutto ricordo di un evento annunciato dieci anni fa e di cui non si era vista neanche l’ombra, la situazione oggi è radicalmente diversa. E’ diversa direi per molti ordini di motivi:

1. I device per la lettura di ebook, finalmente, hanno superato alcuni importanti scogli tecnologici, sono sul mercato e si fanno una concorrenza agguerrita che li costringerà ad evolvere.

Sostanzialmente, dal punto di vista dell’uso si tratta di due grandi categorie di strumenti.

La prima ruota attorno alla tecnologia e-paper, che cancella finalmente la pretesa che si legga dal monitor del pc con la luce della retroilluminazione puntata negli occhi. Lo schermo dei nuovi lettori (di cui vediamo oggi in un certo senso dei prototipi, e che sono quindi sicuramente migliorabili) è opaco, quasi come la carta. Fra non molto vedremo probabilmente apparecchi con la stessa definizione della pagina stampata, e a colori.

La seconda categoria dei lettori di ebook, in genere device multi-tasking come quelli della Apple (l’iPhone e, favorito per le sue dimensioni, l’iPad) restano – per ora – legati a schermi più tradizionali e luminosi, puntando invece su livelli di qualità ed usabilità molto alta e, per l’appunto, sull’essere oggetti multifunzionali.

In entrambi i casi, si tratta di apparecchi leggeri, quasi tascabili, che non è difficile immaginare di mettere in una borsa (piccola) o di tenere in mano in metropolitana.

Dal punto di vista tecnologico, invece, si tratta invece di apparecchi anche piuttosto diversi fra loro. In allegato al Giornale della libreria di luglio/agosto 2010 trovate un piccolo depliant che ne descrive alcuni, già presenti o in arrivo sul mercato italiano, divisi in device con tecnologia e-ink, a doppio schermo, tablet, smartphone e innovativi. In alternativa, potete godervi questa galleria fornita dal Corriere della sera.it.

2. Si sono definiti e imposti alcuni formati standard: ancora molto presente il PDF, formato a paginazione fissa utile per i documenti che possono beneficiare di una dimensione prefissata della pagina, ad esempio quando siano presenti tabelle o illustrazioni di cui si vuole garantire una certa resa grafica. (Naturalmente, molti ebook si possono trovare in questo formato semplicemente perché, essendo già presente sul mercato da anni, non richiede agli editori ulteriori conversioni). Ma il formato già impostosi come standard di fatto è ePub che ha come vantaggio, oltre al fatto di essere un formato aperto, quello di essere a paginazione dinamica, ovvero di mutare il contenuto delle pagine a seconda della dimensione scelta per la lettura del testo e del device utilizzato.

3. L’ebook (insieme con gli ebook device) ha conosciuto negli USA un successo commerciale enorme, dimostrando come le remore di fronte all’innovazione abbiano poco spazio di fronte a proposte commerciali sensate, col che si possono intendere sia una politica dei prezzi non esosa, sia l’offerta di servizi ben confezionati (molto apprezzata ad esempio l’applicazione del New York Times per iPad).

Aggiungendo un elemento che potrebbe riguardare l’Italia in particolare, ci si può chiedere se il tasso di penetrazione degli smartphone – cresciuto in modo esponenziale – possa preannunciare un’adozione di massa (diciamo pure una moda) che faccia da traino per apparecchi che, anche se non dedicati esclusivamente alla lettura, possano funzionare anche come lettori di ebook. Certo, se c’è qualcosa che in Italia può frenare l’adozione dell’ebook è… la mancanza pura e semplice di lettori (non si vuole negarlo). A meno che un’idea un po’ più spinta della multimedialità non ci riservi qualche bella sorpresa come questa, o questa.

Interessantissima naturalmente anche la situazione internazionale (per lo sviluppo e la diffusione di nuovi device) e degli Stati Uniti (per la sperimentazione di nuove formule commerciali), che potrebbero avere conseguenze dirette anche sul mercato italiano. Ma per questo vi rimando al prossimo post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...