L’Italia che legge (e come)

L’ultimo, piccolo libro di Giovanni Solimine mi pare uno strumento di lavoro che sarà utile non solo ai bibliotecari ma a chiunque si occupi di cultura nel nostro paese (editori, insegnanti, giornalisti, amministratori pubblici, politici?)

Si tratta infatti di cinque agili capitoli che sintetizzano i dati disponibili sulla lettura e sui consumi culturali in Italia fra quelli più recenti (di provenienza Istat ma non solo), cercano di tracciare un profilo delle diverse tipologie dei lettori (forti, medi, deboli, i non lettori assoluti, ma ci sono anche i lettori “inconsapevoli”), rispondono ad alcuni dei luoghi comuni che circolano sul tema e analizzano, per finire, alcuni esempi di politiche di promozione riflettendo sulla loro maggiore o minore capacità di incidere realmente sulle abitudini di lettura degli italiani.

Qualche punto interessante.

Il problema del paese non è in assoluto il numero dei lettori, ma la loro bassa distribuzione fra la popolazione: un mercato editoriale di dimensioni importanti è retto in realtà da un numero di lettori molto ristretto, ma che in compenso leggono molto. Dunque, allargare le basi sociali della lettura dovrebbe essere l’obiettivo numero uno di ogni politica pubblica di sviluppo culturale (e, va da sé, delle biblioteche).

Solimine, secondo una linea di tendenza che lentamente va facendosi strada, contestualizza la lettura come singola pratica culturale nel più ampio contesto della dieta mediatica, ovvero dell’insieme dei consumi culturali che attraversano media e attività diversi, sottolineando ad esempio come esista una correlazione positiva, a dispetto di uno dei luoghi comuni ancora in vita, fra lettura e uso di una molteplicità di mezzi. Per intenderci, è più probabile trovare un buon lettore fra gli utenti abituali di internet che fra altre categorie di persone.

La lettura dovrebbe interessarci non solo perché siamo persone ben educate ;-) ma anche perché è provato che incide positivamente sulla crescita di produttività economica di un paese. Difficile naturalmente capire quale sia la causa e quale l’effetto (si è più ricchi perché meglio formati o si legge di più perché si è più ricchi?), ma la correlazione, positiva anche in questo caso, pare dimostrata.

Solimine, infine, partendo dalla distinzione comunque utile all’analisi fra lettura per piacere e lettura svolta per motivi di aggiornamento professionale, sottolinea come la diffusione particolarmente bassa di una cultura della documentazione e di regolari attività di formazione degli adulti aprano interrogativi importanti per il paese:

“Quanto ci danneggia la troppo bassa percentuale di lettori rilevata fra i professionisti, i dirigenti, i laureati in genere? …

… esiste di sicuro per l’Italia un gap per quanto riguarda la consuetudine a studiare e documentarsi durante tutto l’arco della vita e sul terreno dell’information literacy, e cioè delle competenze informative e della capacità di esprimere e soddisfare in modo maturo le proprie esigenze di studio” (p. 127-129)

Aggiungo di mio che l’assoluta predominanza della narrativa su qualunque altro genere di libro letto – fatto noto in ogni biblioteca pubblica ma ampiamente confermato anche dai dati riportati nel libro di Solimine – a me è sempre sembrato un elemento critico prima che un motivo di soddisfazione. Ma capisco che si tratti anche di fissazioni personali…

La distinzione fra generi e fra tipologie di lettura con finalità diverse, però, mi ha fatto ricordare un episodio che mi è capitato qualche tempo fa: stavo facendo un quiz-gioco, “Che tipo di geek sei?” (tema popolare di questi tempi!) e, arrivata alla domanda 8, mi sono trovata a chiedermi che cosa io legga di più potendo scegliere fra fumetti, riviste, feed RSS e libri. Mi sono stupita anch’io ma, facendo mente locale, ho dovuto rispondere che quello che leggo quantitativamente di più sono i miei feed RSS. Come distinguere, allora, fra lettura fatta per piacere e svago, per interesse intellettuale, per formazione professionale? E se coincidessero? E se almeno una parte di quei professionisti laureati che sembrano non leggere abbastanza si informassero invece così? Forse sono più d’uno i tipi di lettura “inconsapevole” che facciamo…

Per i curiosi, risulto essere una New Geek On The Block, il che mi ringiovanisce anche un po’. E voi? :-)

(Segnalo ai bolognesi che del libro verrà fatta una presentazione venerdì 3 dicembre alla libreria MelBookStore di via Rizzoli, alle 17.30, con ospiti a sorpresa!)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...