In missione a Bookrepublic (2)

Il secondo corso che ho frequentato presso la sede milanese di Bookrepublic, il 16 novembre scorso, è ABC ebook Marketing, tenuto da Francesca Colletti.

Anche in questo caso, il corso era in realtà indirizzato ad editori piccoli e medi, ma che la mia presenza avesse senso in quel contesto è stato ampiamente confermato dall’esperienza. I corsi sono infatti costruiti per gruppi molto piccoli e quindi calibrati sulle esigenze dei partecipanti effettivi.

Il tema specifico era il marketing dell’ebook attraverso l’uso dei social media. Bookrepublic è sostanzialmente un fornitore di servizi per numerosi editori, anche piuttosto differenti fra loro, e questo aspetto fa sì che il loro lavoro di promozione si possa confrontare col lavoro dei bibliotecari di stimolo alla circolazione dell’intero patrimonio della biblioteca. Inoltre, è stato interessante confrontarsi direttamente con la docente anche sul sito web e sulla pagina Facebook della mia biblioteca, il che ha reso la conversazione ancora più concreta e costruttiva. Dato che si tratta di un tipo di esperienza sempre più comune anche fra le biblioteche italiane, mi sembra utile condividere qualche consiglio generale.

Alcune linee guida generali sulla comunicazione attraverso i social network:

  • rinunciare al controllo del messaggio: la cosa importante è essere presenti nel mondo degli utenti, non controllare ogni dettaglio di quanto viene detto sul proprio prodotto
  • tenere presente la comunità reale delle persone a cui si parla
  • offrire qualcosa di utile: non limitarsi in senso stretto alla propria istituzione, offrire anche risorse più ampie che possano essere interessanti per la comunità di riferimento
  • ascoltare e rispondere sempre agli utenti, anche quando domande e commenti sono provocatori. Buona la strategia di far rispondere personalmente i singoli responsabili di settori particolari
  • offrire una ragione per partecipare
  • resistere alla tentazione di vendere a tutti i costi
  • sperimentare e tenersi sempre aggiornati
  • ascoltare le conversazioni che avvengono al di fuori dei propri siti (ad esempio tramite il servizio Google Alerts)
  • dedicare tempo e strategie: sono necessarie figure professionali dedicate

Obiettivi:

  • portare traffico sul sito (si può monitorare attraverso il servizio gratuito di fornitura di statistiche Google Analytics)
  • migliorare la reperibilità sui motori di ricerca (sia attraverso la cura dei metadati del sito, sia col lavoro di comunicazione sui social network che, producendo moltiplicazione dei link diretti al sito, migliora il suo posizionamento nel ranking di Google)
  • far conoscere il marchio
  • convertire: fidelizzare, far diventare il sito un punto di interesse, scatenare conversazioni
  • aumentare le vendite
  • creare una leadership riconosciuta in rete

Tutto questo mi ha fatto tornare alla mente il giorno in cui andai a 4comm, convegno del CNA di Bologna dedicato alla comunicazione nell’ambito della piccola impresa. Molte delle considerazioni sentite quel giorno mi sembra coincidano col punto di vista di Francesca, perciò mi sembra che siamo tutti sulla buona strada (o, almeno, siamo sulla stessa)!

Relativamente a quali strumenti utilizzare, sono stati presi come esempio ed analizzati i social media utilizzati dallo stesso Bookrepublic:

Blog
http://blog.bookrepublic.it/ offre informazioni di taglio generale sull’editoria digitale e non solo notizie sull’azienda Bookrepublic. E’ curato da una piccola redazione (2-3 persone) con appuntamenti fissi (circa 3 post alla settimana divisi per “rubriche” più o meno costanti), con un tono comunicativo sempre leggero. I post vengono condivisi in automatico anche su Facebook e Twitter.

Facebook
La pagina di Bookrepublic è quella su cui si lavora principalmente con 3-4 post giornalieri di promozione di singoli titoli: novità, titoli legati a temi di attualità, segnalazione di eventi delle case editrici segnalate dai loro uffici stampa, ecc.
Viene fatto anche un lavoro abbastanza consistente di preparazione di percorsi tematici di lettura (ad es. Le pagine contro le mafie)
Oltre alla pagina è stato però creato anche un gruppo, su diretta richiesta degli utenti. Il gruppo è stato accettato per venire incontro alla richiesta, anche se comporta il rischio di disperdere l’informazione in due punti diversi di Facebook (pagina e gruppo). Utile invece la possibilità offerta dalla modalità gruppo per spedire ai suoi componenti una newsletter, cosa che non si può fare attraverso una pagina. Il controllo del gruppo si vorrebbe comunque in prospettiva lasciato direttamente agli utenti.

Twitter
Uutilizzo di 2 profili, il primo in inglese, rivolto al mondo dell’editoria digitale internazionale e legato al convegno If Book Then, il secondo legato allo store, in cui passano gli stessi titoli che passano su Facebook con micro-recensioni (di massimo 140 caratteri), oltre a notizie generali sul tema.

Altre presenze attivate da Bookrepublic o in preparazione sui social media sono FriendFeed, LinkedIn, un canale YouTube e un’applicazione per iPhone. Il canale conterrà principalmente booktrailer prodotti dalle case editrici distribuite.

Google Group: aperto un gruppo chiuso con gli utenti più affezionati, da cui si trae spunto anche per capire quali temi interessano alla comunità.

Sempre con un occhio ai social network, è previsto per lo store di Bookrepublic un arricchimento delle schede libro non con recensioni ospitate sul sito stesso, ma con link a siti di condivisione di letture come aNobii (molto diffuso in Italia) e Goodreads (più utilizzato all’estero).

Previsto inoltre lo sviluppo di uno strumento di consigli per il lettore del tipo “se hai comperato questo ti piacerà anche…” (del tipo di quello già visibile su IBS).

Per avere qualche suggestione sul mercato appena nato degli ebook, qualche dato sull’attività di vendita su Bookrepublic: le vendite maggiori riguardano saggistica e racconti, e la presenza di libri di grandi editori pare, anziché metterli in ombra, funzionare da traino per le vendite dei piccoli (si possono vedere ad esempio i dati qui).
Vi ricorda qualcosa? Non succede anche nelle vostre biblioteche? ;-)

Bene, e con questo è conclusa la mia esperienza con Bookrepublic… almeno fino al 3 febbraio prossimo, perché sono diventata ufficialmente una Friend of If Book Then! Di qui a quel giorno, quindi, gran ripasso di inglese, raccolta di informazioni sugli speaker eccetera… a Natale non avrò di che annoiarmi!

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