Ebook Lab Italia: le parole chiave

Mentre continua ad arrivare qualche commento al post precedente, il mio personale racconto della giornata di sabato 5 marzo, quella che vedete è invece la lista delle parole chiave che la mia collega Simona Brighetti di Salaborsa ha riportato dalla prima giornata di convegno.

Ed ecco il suo resoconto degli interventi sentiti:

Le tre giornate di Ebook Lab Italia 2011 di Rimini organizzate da Simplicissimus Book Farm inaugurano giovedì 3 marzo – giorno dedicato in particolare a editori e distributori – con l’intervento di Gino Roncaglia, uno dei promotori dell’iniziativa. Purtroppo, per colpa della neve che scendeva forte quella mattina, noi – io e l’amico editore digitale Simone Bedetti di Area 51 Publishing – siamo arrivati a discorso concluso, peccato. Anche se Roncaglia l’ho già sentito parlare diverse volte, e seguo e leggo con costanza, è sempre interessante ascoltarlo per la sua capacità di spiegare e chiarire questioni ancora assai complicate almeno per me e per il suo essere sempre molto attento a tutte le continue evoluzioni in atto.

Durante gli applausi a fine intervento ci siamo accomodati in sala. La disposizione con tavoli rotondi dava quasi la sensazione di essere a un matrimonio, quando capita di ritrovarsi seduti al tavolo con degli invitati che non conosci, magari amici della sposa mentre tu sei amico dello sposo. Se in un primo momento la cosa sembrava curiosa poi invece si è rivelata congeniale per conoscere gli altri astanti.

Finito Roncaglia e finite le tante domande a Roncaglia, è la volta di Cristina Mussinelli (AIE) che mette in mostra una quantità infinita di tabelle e numeri. La cosa che mi colpisce è che si tratta principalmente di numeri e andamenti del mercato relativi al 2009 e subito penso che siano poco significativi per ragionare su un fenomeno e un mercato come quello degli ebook in Italia appena partito in maniera significativa da poco più di sei mesi. Non voglio dire che i dati non servano però, sarebbe stato più utile avere qualche dato di fine 2010 e inizio 2011 per vedere i primi andamenti. Forse…

Comunque, oltre ai numeri, si parla di diffusione della lettura su dispositivi con accesso in mobilità e di nuovi comportamenti di lettura su schermi, computer, smartphone, device e di quelle categorie di prodotti dell’editoria che potrebbero avere un grande sviluppo per questa modalità, come per esempio le guide turistiche che possono offrire un intreccio significativo dato da prodotto + contenuto + servizio.

Mussinelli segnala che tra le applicazioni più vendute in Italia si trovano, dopo i giochi, i libri, e si accenna alla nuova release dell’iPad2 presentata pochi giorni prima da Steve Jobs a Londra, che permetterà un’integrazione maggiore tra testo, immagini e suoni.

L’intervento di Matteo Ulrico Hoepli – editore, editore digitale, libraio, librario online – è dedicato, in particolare, al futuro delle librerie. Parte citando una frase del nonno che gli diceva “ricordati, quando ti dicono che il libro è morto, andrà meglio”, evidenziando anche lui che l’arrivo degli ebook non vuole necessariamente dire la fine del libro ma solo una possibilità in più a cui ci si dovrà adeguare.

E infatti, lui che è anche un libraio, vede al momento le librerie come l’anello debole del sistema che si sta sviluppando sempre di più grazie a una serie di benefici significativi sia per l’impresa/editore sia per il privato/cliente.

La libreria Hoepli online ha molti più accessi e “business” di quella fisica in centro a Milano e molti meno costi (affitto, personale, magazzino); permette, grazie a un notevole lavoro organizzativo e strutturale, diversi vantaggi: l’aumento dell’informazione e nella ricerca titoli; la comodità dell’approvvigionamento; la discesa dei prezzi e l’allargamento del mercato.

Per le librerie “offline” Hoepli prevede una riduzione del business che porterà a un minor bisogno di personale non specializzato (es: magazzinieri) a favore di una maggiore necessità di personale con precise “skills”e competenze tecniche. Inoltre, gli spazi della libreria si allargheranno per ospitare altri prodotti come, per esempio, reader e tablet.

Tra le maggiori resistenze che Hoepli e il suo staff riscontrano per uno sviluppo decisivo del mercato online c’è la scarsa capacità/volontà degli italiani a comprare online tramite carta di credito e il prezzo ancora troppo alto degli ebook. Tra i Twitter che vengono proiettati nel fondo della sala si legge “la soglia psicologia del prezzo di un ebook si abbassa sempre di più: un ebook a 1,99 dollari vende 14 volte di più di uno che ne costa 7,99”

Dopo l’intervento di Hoepli, è la volta di Chiara De Servi che illustra il progetto Google eBooks (già Google Edition) attivo in America e a breve anche in Europa.

E qui scatta subito la mia ammirazione, perché Google è Google, e non si scappa…

Google Books è attivo dal 2004 e permette di ricercare e sfogliare direttamente online libri non protetti da copyright o parti di libri offerti da editori e scrittori.

Google eBooks prevede la realizzazione di una piattaforma che permette di acquistare libri in formato digitale nella innovativa versione “buy anywhere, read anywhere”. Permetterà infatti di acquistare i libri per poi poterne usufruire con un device qualsiasi grazie alla digital cloud.

De Servi spiega che l’esperienza di Google Book online parte, come sempre, dalla ricerca, dal motore di ricerca. E mi sembra una partenza significativa!

L’utente/cliente parte da “cosa cerco?” e immette nella “buca di ricerca” di Google un insieme di parole chiave per individuare e trovare qualcosa. Questo qualcosa in Google Edition è un titolo accompagnato da un abstract/anteprima limitata, tutto disponibile nella digital cloud. La pagina del risultato della ricerca presenta il link all’editore per comprare l’ebook se desidera farlo direttamente dal sito dell’editore. Inoltre, permette di embeddare/disseminare l’anteprima all’interno del web e attraverso i social network come per esempio aNobii e Goodreads.

De Servi ribadisce che la forza di Google è nella ricerca. Per l’editore che sottoscrive il Partner Program Account con Google questo è un grande vantaggio insieme alla possibilità e all’opportunità di scelta che l’utente/cliente ha. Grazie agli accordi con gli editori, si viene a formare una grande biblioteca virtuale in cloud computing: l’utente /cliente non ha più bisogno di possedere le copie e di scaricare: “viene sorpassato di fatto il problema delle diverse tipologie di device, si va verso l’accesso a questa biblioteca in digital cloud, sempre disponibile dove, come, quando, nel modo e con lo strumento che si preferisce o che si ha a disposizione in quel momento perché tutto è compatibile – Android phones, iPhone, iPad, iPod touch, web browsers e molti altri readers.”

Qui il video, che spiega il progetto Google Ebook store.

Davide Schmid ha illustrato l’attività “ongoing” del progetto Biblet di Telecom Italia. Obiettivo: essere un abilitatore e un fruitore di contenuti attraverso l’asset maggiore dell’azienda che è la connettività: nei 20 minuti a disposizione (invece che i 7 o 10 degli altri) Schmid ha fatto un vero e proprio spot aziendale, poco significativo a mio parere.

Molto interessante e un po’ “fuori dal coro”, è l’intervento del “mobile fiction author” Piotr Kowalczyte, autore indipendente che scrive testi pubblicati e distribuiti su mobile. Attraverso una suggestiva presentazione (sviluppata con Prezi), Kowalczyte ha illustrato le possibilità e potenzialità del self publishing, una notevole risorsa per autori per la possibilità di pubblicare e sperimentare nuove forme di letteratura e scrittura, con una grande attenzione al lettore, fattore che a suo dire, al momento manca nel campo editoriale e che sarebbe da tenere in maggiore considerazione. Tra le tante informazioni presentate, segnalo il sito The Book Designer che offre consigli, informazioni e servizi per creare libri migliori per chi desidera intraprendere la strada dell’auto-produzione in digitale.

Sarei stata curiosa di sentire l’intervento di Marino Sinibaldi, che invece non è arrivato causa neve. Durante l’intervallo/pranzo ho assistito alla presentazione di Marco Calvo del progetto Liber Liber per la messa online gratuita di testi fuori diritto. Una frase di Calvo mi ha particolarmente colpito, e non solo me visto che poi l’ho ritrovata rimbalzata in diversi Twitter: “i governi non capiscono che Internet è un territorio e continuano a trattarlo come un media”.

Nel pomeriggio ci sono stati gli incontri/scontri al vertice, tutti assai interessanti, a tratti sorprendenti, soprattutto per una come me poco abituata ad ascoltare chi fa business. Il primo, dal titolo Grande distribuzione e store digitali: come evolvono i canali di vendita, vedeva protagonisti Maurizio Motta (MediaWorld), Mauro Zerbini (Ibs.it) e Fernando Mantovani (laFeltrinelli.it). Tra i tre vince la simpatica schiettezza di Motta nel raccontare il mercato e gli andamenti dal suo punto di vista. Mauro Zerbini mostra “alla maniera di Steve Jobs” in semi anteprima Leggo, il reader da loro prodotto in uscita in questi giorni per Ibs.

Di seguito, nell’intervento dal titolo Piattaforme di distribuzione per ebook, la road map dei protagonisti hanno preso parola Marco Ferrario (BookRepublic), Renato Salvetti (Edigita) e Marco Croella (Simplicissimus Book Farm), rappresentanti di tre piattaforme di distribuzione solo di libri digitali. Gli amici editori al mio fianco erano particolarmente interessati a capire movimenti, accordi e sviluppi di relazioni, tra cui alcune annunciate durante l’incontro, come l’accordo tra BookRepublic e Simplicissimus e quello tra Edigita e MediaLibraryOnline.

Per tutti vale l’esempio/guida di Amazon.com che ha sviluppato la più grande “Library” di titoli, fornendo il miglior servizio al cliente, offrendo per primi un device, il famoso, ma assai poco nominato, Kindle. Per tutti la discesa in campo in Italia dei tre grandi colossi americani Amazon, Google e Apple porta a sviluppare strategie e pensieri innovativi.

Tra tutti la presentazione di Simplicissimus è quella che segnala alcune novità: Simplicissimus/Stealth è la piattaforma sia di distribuzione che di servizi che sta sviluppando alcune azioni significative e innovative. Marco Croella illustra brevemente la situazione attuale: 120 editori, 2800 ebook, 14 store.

A brevissimo partono con un servizio di noleggio 1/7 giorni degli ebook dietro accordo con l’editore, con un relativo pagamento in percentuale (99 centesimi per un giorno) e con STOP, l’edicola italiana che presenta quotidiani e riviste disponibili online.

E poi, ancora, tra i servizi per gli editori: Digital Assett Management, motore di ricerca semantico IDOL, impaginazione ebook online, print on demand.

Grande attenzione viene data anche ai Social Reading tool ovvero tutte quelle possibilità per l’utente/cliente di personalizzare la sua lettura di un ebook attraverso la possibilità di evidenziare, inserire bookmark, annotazioni e permettere la condivisione.

Infine grande finale, con il maggiore editore italiano: per Mondadori parla, e un po’ ammalia, Riccardo Cavallero (Libri Mondadori). Si presenta subito con le sue strategie: pubblicare tutto, pubblicare subito, pubblicare economico.

Dell’intervento, devo dire assai brillante, la parte che mi ha più incuriosito è quando denuncia che le tecniche di marketing (creare azioni per favorire il consumo) in uso adesso sono morte: “le cose sono cambiate e il potere ora passa nelle mani del consumatore”. E, sul finire dice “stiamo studiando le modalità per poter arrivare a vendere abbonamenti anziché singoli ebook al prezzo di copertina. A quel punto l’editore diventerà una sorta di grande bibliotecario: non venderà libri in senso proprio ma licenze d’uso, così come fanno, per la tv, Sky o Mediaset Premium”. E rivolgendosi a una bibliotecaria in sala che precedentemente aveva fatto qualche domanda sulla visione futura delle biblioteche, le ha risposto “saremo in concorrenza.”

Finisce così questa prima bella e intensa, giornata. Complimenti all’organizzazione per il lavoro svolto. Solo una piccola nota: lo stress da tempo!!! Davano 7 minuti per gli interventi. 7 minuti sono pochi quando si parla di cose complesse; se poi si viene interrotti in continuazione da qualcuno che dice di fare attenzione al tempo che passa, ecco non si rende un bel servizio né a chi parla e nemmeno a chi ascolta. Ma questo è solo un piccolo neo… Grazie di tutto.

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