Wiki per tutti

Sabato 19 marzo si tiene a Palazzo Re Enzo a Bologna una doppia presentazione, o meglio una presentazione incrociata: Turismo Emilia Romagna presenta il suo progetto Adotta una parola, Wikimedia Italia presenta Wikipedia e alcuni progetti correlati e tiene la sua assemblea associativa (pubblica).

Adotta una parola è questo: si compila un’anagrafe di parole di rilievo per la regione Emilia Romagna e si invitano i cittadini, ma anche le agenzie per la promozione turistica delle varie località ad adottarne qualcuna, nutrirla e crescerla fino a farla diventare una bella voce di Wikipedia.

Che io sappia, si tratta di uno dei primissimi progetti italiani in cui un’istituzione pubblica, la Regione Emilia Romagna in questo caso, abbia deciso di collaborare con quell’esperimento globale di creazione collettiva che è Wikipedia. Mi pare perciò che sia interessante rifletterci un po’ sopra, individuando qualche aspetto dell’esperienza che potrebbe incuriosire chiunque lavori nell’amministrazione pubblica

  • il crowdsourcing: il sapere e la passione collettive possono (a determinate condizioni) produrre effetti migliori della somma del lavoro dei singoli. Il tema non è nuovo ma, per chi volesse comunque chiarirsi le idee in modo veloce, la lettura consigliata è Surplus cognitivo, di Clay Shirky.
  • l’adozione di strumenti consolidati della rete, superando l’antica e sempre risorgente titubanza sulla loro affidabilità. “Se una voce è troppo magra, ingrassatela voi”, suggerisce qualcuno, probabilmente ispirato dalle mortadelle che ad eterno monito della cucina emiliana troneggiano in fondo al salone in attesa dell’ora del buffet…
  • la trasparenza: un lavoro che esplicitamente punta alla promozione turistica si adatta alle regole di “totale visibilità” dell’enciclopedia online. La voce, e ogni fase della sua creazione, comprese correzioni e diatribe, resteranno per sempre leggibili.
  • la fatica: “babbi e mamme” che hanno già alle spalle un’esperienza di adozione raccontano come adattarsi alle regole di forma e di sostanza di Wikipedia sia tutt’altro che uno scherzo, alla faccia della sua presunta anarchia! Lettura consigliata per farsi un’opinione informata sul tema: La rivoluzione di Wikipedia, di Andrew Lih.
  • l’apprendimento: solo mettendosi a scrivere e sottoponendo quello che si è scritto al giudizio altrui si scopre quante cose non si sapeva di non sapere. Cosa che rende un uso attivo di Wikipedia raccomandabile anche in molti contesti educativi. Lettura consigliata: nessuna. Abbiamo detto scrivere, non leggere! ;-)

Durante la giornata vengono anche presentati la video-guida a Wikisource, uno dei diversi progetti paralleli che gravitano intorno a Wikipedia e che può cogliere l’interesse di molti bibliotecari, trattandosi di una vera e propria biblioteca digitale completamente libera e prodotta in modo autonomo dal lavoro volontario di persone comuni. Se volete provare a partecipare, tentate con la modalità “rilettura di una pagina a caso”, utile per capire come gli oceani siano composti da un insieme molto grande (ma non infinito!) di gocce nel mare. La guida sarà online a breve, intanto si possono vedere le altre guide già disponibili, quella a Wikipedia e quella a Wikimedia Commons.

Molto interessante anche l’intervento di Mehdi Tekaya che illustra il suo progetto Inside Tunisia, reportage “in diretta” dei recenti eventi che hanno avuto luogo nel paese, e che Mehdi promette di continuare ad arricchire almeno fino alle prossime elezioni. Un bell’esempio per capire che cosa significhi in concreto citizen journalism: qualcuno come Wikimedia Italia, ma anche come me o voi, finanzia direttamente una persona per svolgere sul campo un lavoro di tipo giornalistico in senso classico, ma fondato in questo caso su una sorta di rapporto di fiducia diretto: torna l’idea della trasparenza, e va ad aggiungersi a quello dell’immediatezza consentita dal web.

Vedere Medhi mi ha fatto particolarmente piacere, e non solo per quella specie di senso di baratro che si chiude che si prova davanti alla presenza fisica di persone che ti parlano di mondi diversi. Mi ha fatto piacere anche perché è uno degli autori di 70 chilometri dall’Italia. Tunisia 2011: la rivolta del gelsomino, instant book pubblicato da Quinta di Copertina e che ha dimostrato senza tanti giri di parole come un instant book possa essere realmente tale solo se è un instant ebook. Ecco la storia della sua nascita.

Insomma, alla fine della giornata mi ritrovo iscritta a Wikimedia Italia. Solo un piccolo aiuto, considerato che come wikipediana sono molto meno attiva di quanto vorrei, ma è sempre un modo per cominciare!

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