Import export

Traslocare un blog sembra facile. Non lo è, o meglio dipende da dove partite e per dove.

Già da tempo diverse persone mi avevano consigliato di lasciare Splinder per WordPress. Una conferma del fatto che potesse essere una buona idea l’ho poi avuta studiando l’argomento in preparazione dell’ultimo corso che ho fatto (promozione in biblioteca via blog e social network, qui le slide) e confrontando tre delle piattaforme più diffuse in Italia, appunto Splinder, Blogger e WordPress.

Splinder ha alcuni difetti importanti. Innanzitutto, non consente di fare alcun tipo di backup: se domani l’azienda sparisse (ma le auguriamo lunga vita), sparirebbero nel nulla anche tutti i blog che ospita sui suoi spazi. Gestisce male commenti e trackback: in pratica, scoprite se qualcuno ha inserito un commento solo vedendolo dal blog, e se qualcuno vi cita solo utilizzando un servizio terzo, Google Alert ad esempio. Inoltre, non vi mostra le statistiche di accesso ed uso. Anche in questo caso si può rimediare, ma solo con un’altra applicazione, Google Analytics ad esempio. Torneremo su questa necessità di usare una molteplicità di strumenti.

WordPress è considerata al momento la migliore piattaforma disponibile. Come tutti i servizi di questo tipo si regge sul modello freemium, ovvero hosting e CMS di base gratuiti, e a pagamento alcune funzioni avanzate. La semplice verità è che per quasi chiunque il servizio gratuito è più che sufficiente (ma io sto già pensando di acquistare una fettina di libertà maggiore… torneremo anche su questo). Comprende un sistema di rilevazione dei dati che mi farà dire addio ad Analytics. Ha una serie abbastanza ampia di funzionalità interne che sto scoprendo a poco a poco. Ha anche una versione mobile perfetta e una per iPad. A trasloco finito, ma con gli scatoloni ancora da sistemare nella casa nuova, vedo già che l’interfaccia di gestione è in effetti molto migliore.

Ma la vera cosa interessante è come si fa il trasloco.

Visto che da Splinder non posso esportare nulla, occorre che qualche volenteroso compilatore di codice metta insieme uno strumento per farlo. Una piccola applicazione in grado di copiare il database del mio vecchio blog da qualche parte. Il volenteroso in questo caso è aioros che, nel suo L’altro blog, ha creato una sezione apposita da cui scaricare il plugin e in cui sono archiviate domande e risposte sul suo uso. Anche questi commenti si riveleranno utili.

Insomma, volonterosamente anch’io scarico il plugin e poi mi chiedo: e adesso?

Il primo ostacolo rivela l’utonto che è in me. Mi torna in mente che nel lontano 2007 avevo creato un blog Nonbibliofili su WordPress, poi scartato a favore di Splinder. Scopro che è ancora là, online, tutto solo e disabitato. Ma non so più come entrarci, perché nel frattempo ho creato un nuovo account su WordPress e ho dimenticato username e password usati per quello vecchio.
Scrivo al forum di aiuto di WordPress, e un’altra persona gentile mi spiega che fare. Incoraggiata, riesco a ricostruire per associazione di idee il mio vecchio account, entro nel vecchio blog e lo trasferisco sull’account nuovo, quello che uso adesso. La fase utonto sembra terminata con successo.

Il secondo passaggio consiste nello scoprire che neanche nel mondo virtuale si possono traferire le cose da un posto all’altro senza disporre di un adeguato scatolone. Su worpress.com non posso installare plugin, quindi non ho un luogo dove appoggiare i dati, per così dire. L’unica scatola in cui posso metterli è un’installazione di WordPress in locale, una fase intermedia che mi permetterà di usare il plugin facendolo girare sul mio modesto Toshiba casalingo. Aioros dice che è una banalità, e a questo punto io mi fido già ciecamente di aioros! Seguo il suo link (uno sberleffo piuttosto divertente) e alla fine scelgo questa pagina, perché mi sembra la più aggiornata.

Sta per partire la fase dello scaricamento massiccio. Si tratta di Microsoft Web Platform 2.0, a quanto pare “strumento che fornisce tutto il necessario per installare e configurare piattaforma, database e web server”, che tutto ciò finisca sul mio portatile fa un po’ impressione ma non bisogna farsi spaventare. Leggo tutta la pagina per avere l’impressione di sapere cosa sto facendo e inciampo di nuovo. Il Toshiba casalingo è un vecchio XP. Microsoft Web Platform 2.0 richiede Windows XP SP2+. Ma io ce l’ho questo Service Pack? Mi convinco di averlo per alcuni motivi: sulla voce di Wikpedia dedicata si dice che è stato rilasciato nel 2004, e il mio portatile l’ho acquistato dopo, perciò mi dico che doveva essere già caricato quando l’ho portato a casa dal negozio. Poi io gli aggiornamenti automatici li installo sempre. E poi Wikipedia scende nel dettaglio e dice che dopo SP2 i quadrettini che si vedono all’avvio del pc quando parte Windows sono blu, e non più verdi! Questo pratico elemento cromatico piace moltissimo all’utonto. Riavvio il pc e vedo che i quadrettini sono in effetti blu. Problema superato.

Parte lo scaricamento. Non bisogna farsi spaventare neanche dal fatto che ci mette del tempo: potrebbe anche dipendere dalla mia connessione, alla faccia delle promesse di Telecom. Con un po’ di pazienza mi ritrovo sul desktopo un wpilauncher.exe. Lanciamo pure. Ho l’impressione che qui dovrei essere un po’ più accorta e capire bene i passaggi. La verità è che non li capisco, per prudenza non faccio altro che segnarmi password varie che mi vengono richieste sperando che bastino. E in effetti bastano. Alla fine, sul mio pc abita un simpatico Microsoft Webmatrix, un programmone con cui potrei sviluppare siti se lo sapessi fare ma che serve allo scopo: ci trovo dentro WordPress. In locale. Eccolo.

Nel mio Worpress locale installo il plugin di aioros, è facile, uso l’interfaccia di WordPress che è, finalmente, un’interfaccia da utente finale.

E’ arrivata l’ora di provare il famoso plugin. Per fare questo bisogna prima di tutto fare una cosa un po’ scioccante, se avete amministrato un sito da 3 anni a questa parte e lo considerate un po’ come la vostra casetta. Dovete cambiare la paginazione (quanti post vedo in una pagina) e il formato dell’ora (vabbè). Ma dovete anche eliminare completamente il template di Splinder e sostituirlo col codice di aioros. Il risultato è che, per un momento nella serata di sabato scorso, Nonbibliofili su Splinder ha avuto questo aspetto:


Ma adesso si può importare: il plugin è più o meno in grado di leggere il database del blog, vale a dire testo dei post, date di pubblicazione, immagini, tag e commenti. Produce una copia, e quella copia, alla fine, la vedo in WordPress locale e la posso esportare in un file xml.

Non resta che importare il file dentro wordpress.com e scoprire (a blog effettivamente online) com’è andata. Ad occhio e croce mi pare che l’operazione abbia funzionato ad un 70% circa. Date e tag sono quasi perfetti. Mancano alcuni post, ma se ne vale la pena si possono inserire manualmente, ricostruendo le date di pubblicazione originali. Molti commenti si sono invece persi, è un peccato. Il problema maggiore sembra però essere che i miei post avevano molta formattazione interna (di cui ero consapevole solo in parte) e questo “sporca” il CSS predefinito. Caratteri di ogni tipo e grandezza appaiono qua e là. Le immagini continuano a risiedere su Splinder e il giorno in cui uccidessi l’antico Nonbibliofili sparirebbero probabilmente nel nulla. A tutto questo si può rimediare a mano, e forse vale la pena farlo per avere un archivio definitivo e pulito del blog (penso già a future esportazioni!). Alla fine dei conti ne è valsa la pena.

Faccio due riflessioni.

Provo a contare quante sono le persone che, quasi sempre senza saperlo, mi hanno aiutato in questo passaggio: chi mi ha risposto sul forum di WordPress, aioros senza il quale non staremmo a parlare di tutto questo e chi ha consigliato di usare quella certa piattaforma per installare WordPress in locale. Sono tre persone. Ma in realtà sono stati utilissimi anche i commenti inseriti sul blog di aioros da parte di chi, prima di me, aveva tentato di usare il plugin. Una ventina di persone. Poi ho usato Wikipedia, provo a dare un’occhiata veloce alle statistiche della cronologia della voce Windows XP (questa è trasparenza!) e leggo che il numero di edit che le hanno dato forma è 526, 305 gli unique editors, per 137 indirizzi IP. Non sono in grado di valutare a quante persone reali questi dati possano corrispondere, ma è evidente che chi mi ha aiutato in questo passaggio sono, in definitiva, decine e decine di persone. Non è esattamente un mondo di egoisti. A questo tipo di collaborazione estesa ci stiamo abituando, ma forse sarebbe importante anche ricordarsi che una volta di beni comuni si poteva parlare soltanto in riferimento alla gestione dei pascoli…

La seconda riflessione riguarda le modalità di apprendimento. Traslocare un blog non mi ha reso un’esperta di niente, ma ha contribuito a trasformare in qualcosa di meno opaco quelli che altrimenti sarebbero stati per me solo titoli sullo scaffale dell’informatica.
E devo aggiungere una lode a Splinder. E’ stata la sua piattaforma così poco raffinata a costringermi a guardare dentro il codice. Anzi, a farmi scoprire che esisteva un codice che poteva essere, banalmente, scritto. Modificato, anche da me. Per prove ed errori. Cambiando l’esadecimale di un colore. Scoprendo che per mettere un widget basta un copia/incolla. Attivando Google Analytics e vedendo spalancarsi di fronte a me un mare di statistiche (Analytics mi mancherà, lo so). Se conoscete un po’ Blogger apprezzate probabilmente la sua facilità d’uso, quei pulsanti colorati che vi permettono di fare tante cose. Interfacce fantastiche per creare contenuti immediatamente fruibili, ma non molto utili a farvi imparare come funzionano le pagine web.
Il tema di WordPress che ho scelto è Twenty Ten. Si può personalizzare in parte, ma il template del tema non è modificabile. Per capirci questo significa ad esempio che il font preimpostato non è modificabile. Io voglio continuare a usare verdana, questione di gusti si potrebbe dire, ma anche di un po’ di libertà di gestione in più. Probabilmente comprerò un Custom CSS Upgrade. 14 dollari e 97 centesimi mi sembrano un prezzo ragionevole per la possibilità di continuare ad imparare.

6 thoughts on “Import export”

  1. Benvenuta su wordpress! :)

    anche io penso che 15$ non siano troppi per poter personalizzare il css, in ogni caso forse potresti anche provare il supporto di typekit. Anche se questo tema non è espressamente supportato c’è un tutorial che spiega come fare sul forum di wordpress.

    La versione del service pack (2 o 3) la puoi vedere cliccando con il pulstante destro sull’icona “Risorse del computer” e poi sulla voce Proprietà. Nella finestra che ti appare di solito è scritto sulla destra, appena sotto i dettagli del tuo pc.

  2. Uhmm… a proposito di utonti… Io mi sono bloccato nella schermata di creazione del database.

    Al momento di avviare il database (presumo quella cosa che dici ti chiede tutte quelle password) ottengo solo messaggi di errore. Ho chiesto di creare un nuovo database.

    Impostando come percorso del server di database “localhost” mi dice:
    Origine non valida.
    Impossibile connettersi al database “.
    Impossibile connettersi al database “.
    Access denied for user ‘nome_user_da_me_specificato’@”localhost’ (using password: YES)

    impostando invece “.\SQLExpress” mi dice:
    Origine non valida.
    Impossibile connettersi al database “.
    Impossibile connettersi al database “.
    Unable to connect to any of the specified MySQL hosts.
    Call to GetHostEntry failed after 00:00:00 while querying for hostname ‘.\SQLExpress’: SocketErrorCode=HostNotFound, ErrorCode=11001, NativeErrorCode=11001

    Credi mi si possa aiutare?

    P.S.: sì, certo: non ho idea di cosa stia facendo.

    1. ciao Giorgio, sono certa che ci sia qualcuno che ti può aiutare, ma quella persona non sono io! Credo in realtà di essere stata molto fortunata perché anch’io ho fatto tutto il passaggio letteralmente senza sapere che cosa stavo facendo. Da utonto a utonto ti darei il solito e sconsolante consiglio di buttare tutto e ritentare da capo. Oppure cercare nel blog di aioros se c’è qualche aggiornamento (ma l’avrai già fatto). Oppure cercare un’alternativa a Microsoft Web Platform 2.0, che quando io ho raccontato che l’avevo messa sul mio pc qualcuno mi ha detto che poi avrei dovuto buttarlo (non era vero, però). Ce l’hai un amico informatico? quasi niente nella vita vale quanto un amico informatico, o anche due ;-) Intanto però auguri, e scusa se non posso aiutarti davvero.

  3. Beh, è stato decisamente complicato e forse non ne valeva la pena, ma ormai è fatta. I miei blog, sia pure con qualche problema di formato, sono arrivati sani e salvi. Ho dovuto tentare con diverse procedure, tra cui qualcuna difficile da ripulire dopo l’installazione (purtroppo WebPlatform è stata la peggiore), ma ormai ci siamo. Volevo solo dirtelo, visto che misi qua sopra tutto quel lamento. Ciao!

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