Reference ad Urbino

I prossimi due giorni sarò in quella particolare città-campus che è Urbino, ospite dei colleghi delle biblioteche dell’Università per i quali terrò un corso sul reference.

Negli ultimi tempi i miei corsi avevano preso una direzione diversa: web 2.0, promozione via social media… Perciò questa è una buona occasione per tornare a riflettere su questo tema, che forse è un po’ stagnante nella situazione delle biblioteche italiane. Il corso seguirà in realtà un andamento abbastanza tradizionale, parleremo di reference digitale ma anche di reference tradizionale, e quindi di interviste, strategie di ricerca, Linee guida e così via.

Ma prepararlo ha fatto sì che cominciassero a mettersi in fila nella mia testa alcune cose, che forse sono un po’ gli estremi della questione.
Da un lato l’osservazione “sul campo” di come quello che noi chiamiamo reference sia in realtà un’attività molto diversa da come la si descrive nei manuali, in particolare per quanto riguarda le biblioteche pubbliche. Avevo già fatto qualche riflessione di questo tipo, la leggete qui.
Al lato opposto, una certa curiosità per quelle che potrebbero essere le forme future del reference. E, come spesso accade, è David Lankes quello che apre qualche porta in questa direzione.

Vedremo come andrà questo corso, quali saranno le sollecitazioni da parte dei colleghi dell’Università che avranno probabilmente un punto di vista diverso dal mio.
Nel frattempo, io cercherò di mettere ordine nelle mie riflessioni, e soprattutto di trovare un percorso sensato che colleghi i due estremi, se ne sarò capace.

Lunedì 13 giugno terrò a Roma, per Biblionova, un corso dedicato esclusivamente al reference digitale. Vedremo cosa sarò riuscita a fare per quella data!

Queste intanto la bibliografia (molto sintetica) del corso e queste le slide:

3 thoughts on “Reference ad Urbino”

  1. Ciao Virginia,
    stiamo affrontando in questi giorni le tematiche relative all’Information Literacy, e mi è sembrato il minimo tornare sulle tue pagine per ripassare queste riflessioni. Appena torno in Italia, al primo corso che fai vengo a sentirti, e ti offro un caffè, promesso :-)

    Per ora mi limito a due brevi domande sulle tue slide:
    1) La distinzione fra i modelli di servizio “educativo / sostitutivo / e medio” (slide 18) dove si trova in letteratura?
    2) Nella slide 10 c’è un’inversione delle intestazioni (chiuso / aperto) o sono io che mi sto perdendo il contesto?

    Grazie per i chiarimenti, e a presto!
    Enrico

  2. ciao Enrico, vada per il caffé, anche senza corso!
    La slide 10 ha in effetti un errore, come hai ovviamente capito c’è un’inversione di termini, oppure il mondo non ha più direzione… ;) adesso ne carico una versione corretta.
    La distinzione fra modelli di servizio deriva invece, in realtà, da “vecchie” slide di corsi sul reference fatti dalla mia capa di allora, Fabrizia Benedetti, e sinceramente io l’ho copiata da lì. E’ molto probabile che venga da qualche manuale americano sul reference di 5-10 anni fa, se riesco a ricostruire qualche indicazione più precisa ti faccio sapere.
    Grazie!

    1. Cara Virginia ecco che frequentando (come faccio in modo decisamente discontinuo) il tuo blog ho trovato qualche traccia del corso di Urbino; pero’ l’hai fatto mi sa mentre stavi ancora preparando il corso. Mi piacerebbe avere un impressione su com’e’ andata… a posteriori. Se ti va e hai tempo di farlo mi piacerebbe…

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