La mia vita con Cybook

Qualche tempo fa un amico mi ha chiesto di consigliarlo su quale ebook reader potesse acquistare in questo momento. Approfittando del fatto che ho la fortuna di conoscere alcune persone che se ne intendono (ad esempio, che gli ebook li producono), ho chiesto subito a loro e sono riuscita a farmi un quadro abbastanza preciso della situazione.

Va detto subito che dell’oggetto fantastico che tutti stiamo aspettando, quello che permette una lettura del testo ottimale, ma anche di navigare in rete, vedere video ad alta risoluzione, essere un supporto perfetto per gli enhanced book di cui iniziamo solo ora ad immaginare l’aspetto, non c’è ancora traccia, naturalmente. Bisogna scegliere. Scegliere fra quegli oggetti perfetti per la grafica, il colore e la navigazione come i tablet, iPad in testa, e “semplici” ereader non retroilluminati che privilegino la pura lettura del testo e che, se va bene, si collegano in rete ma con un numero limitato di opzioni.

Il mio amico non è stato contento. Alla fine è venuto fuori che voleva qualcosa da regalare a suo padre per leggerci i quotidiani. Quella cosa, oggi, è solo l’iPad, e l’iPad costa (relativamente parlando) troppo. Papà continuerà a leggere i quotidiani di carta.

Ma l’acquisto ho deciso di farlo io, forte dell’esperienza di più di due anni fa, quando comprai uno smartphone Nokia non tanto perché ne sentissi veramente il bisogno ma perché intuivo che avrei capito cosa farmene solo avendone uno in tasca. E anche allora, l’iPhone costava troppo.

Dunque la scelta l’ho fatta io, ed è stata facile. Di monitor per vedere grafica, film e rete ne ho a disposizione abbastanza. Amo le luci forti più o meno come un vampiro nella cripta. E sono una lettrice forte, anche se lo sono in modo abbastanza inconsapevole, ma questo mettiamolo in conto alla professione… Quindi, capisco di volere un ereader, inchiostro elettronico, il meglio che c’è al momento ma senza bisogno di fronzoli. Viene fuori che un buon modello è Cybook Orizon, di Bookeen: epaper, touch screen, collegamento alla rete wifi, 230 euro.

Scelgo di acquistarlo da Simplicissimus, tutto sembra semplice ed è accompagnato dalla bella sensazione di scoprire che dietro la chat disponibile sul sito c’è davvero qualcuno che risponde immediatamente per chiarirti ogni dubbio. Faccio partire l’ordine e aspetto… 48 ore! Ed eccolo lì, recapitato velocissimamente.

In effetti all’inizio l’oggetto è leggermente straniante. Avevo già avuto per le mani un Kindle, ma senza la possibilità di adoperarlo veramente. Questo modello è un po’ più piccolo, l’ho scelto proprio combinando due criteri di grandezza: lo schermo più grande possibile ma su un supporto che fosse piccolo abbastanza da potere stare in una mano sola (la mia, che è piccola). La risposta è: 6 pollici.

La prima cosa straniante è che sembra acceso anche quando è spento, perché lo schermo resta bianco, con una piccola icona in alto. Anzi ad essere esatti assomiglia moltissimo alla lavagnetta che avevo da piccola in cui si scriveva con una punta o col dito e si cancellava strisciando via tutto!

La seconda cosa straniante è che, come è noto, il bianco dell’epaper è leggermente grigio. Più o meno come un tascabile di carta un po’ invecchiato.

La terza cosa straniante è che, col refresh della pagina, c’è una breve fase in cui lo schermo si scurisce tutto prima di mostrare la pagina successiva.

La quarta cosa straniante è che, dopo che lo tieni in mano da un po’, ti chiedi chi ti ha costretto per decenni a leggere tenendo in mano un oggetto composto da due facce, visto che non possiedi quattro occhi.

La quinta è che si legge bene.

Naturalmente ci sono molti distinguo da fare. Che si legga bene dipende innanzitutto dal formato dell’ebook. Fino ad ora ho visto tre casi diversi: il pdf usato per produrre ebook velocemente e con poca spesa, che richiede la pazienza di trovare il livello di zoom ottimale a seconda dello schermo che si usa e di tollerare il fatto che, allargando molto la dimensione del carattere, questo tende a sgranarsi leggermente. L’epub di qualità bassa, non curatissimo ma funzionale, che può avere qualche limitazione ad esempio sulla scelta dei caratteri disponibili ma che di fatto non crea difficoltà di alcun tipo. E l’epub coi fiocchi, quello che veramente fluisce sullo schermo col carattere e la grandezza che vuoi, agile e sempre definito. Quale sia il formato del futuro, o almeno del prossimo futuro, è evidente.

La qualità della lettura può dipendere anche dalla luce. Con la luce naturale, ombra o sole che siano, è ottima. Forse peggiora un po’ col buio e la la luce artificiale. Difetto che però imputerei più alla rotazione terrestre che alla tecnologia. Spostandosi verso le ultime ore della giornata, viene fuori come gesto abbastanza naturale ingrandire un po’ il carattere (inutile fare un paragone con la carta).

Un elemento meno banale: il poco testo visualizzato per volta, che all’inizio lascia un po’ perplessi e fa pensare a quante volte in più si dovrà fare il gesto di voltare pagina, in realtà aiuta la concentrazione. E’ meno dispersivo. Quando sono stanca le righe sulla pagina del libro mi si accavallano. Beh, qui ci sono meno righe ad accavallarsi ;-) Faccio l’ipotesi che, per quanto l’occhio segua il testo in modo lineare, non possa non svolgere contemporaneamente il lavoro supplementare di visualizzare l’interezza della pagina. Probabilmente, facendo meno fatica su questo, la concentrazione mentale aumenta. Con questo modello per voltare pagina si può scegliere fra un comando a pulsante e il trascinamento touch, e una volta presa la mano la fatica di voltare la pagina non si sente. E il touch di per sé può essere considerato un piccolo piacere fisico. Come sentire la carta sotto le dita.

Poi c’è la questione DRM, il famigerato DRM. Mettendo da parte qualunque cosa io ne possa pensare, voglio provare l’esperienza dell’utente finale tutta intera. Quindi abbandono per una volta il mio editore preferito, Codice, che ha confermato di essere un ottimo editore scegliendo come forma di protezione il social DRM, e cerco un titolo protetto da acquistare. Senza per forza voler fare dell’ironia, il libro che vorrei tanto possedere dentro il mio Cybook è Pirateria: storia della proprietà intellettuale da Gutenberg a Google, di Adrian Johns, Bollati Boringhieri, 2011. A stampa sono 717 pagine per un prezzo di copertina di 39 euro. In digitale lo trovo solo in pdf, protetto da DRM Adobe, ad un costo di 27,99. E’ un prezzo esorbitante per un ebook, ma è il caso perfetto per il mio esperimento, posso usarlo per mettere a frutto lo sconto primo acquisto di Simplicissimus e, ad ogni modo, mi svincola dal dovere di restituire un tale tomo alla biblioteca dopo soli 30 giorni di prestito.

Le cose vanno esattamente così: scelgo il titolo, pago via PayPal, ottengo un pulsante di download da cui mi arriverà sul pc un file in formato mai sentito prima, acsm, una specie di àncora che punta al file contenente il libro vero e proprio. Procedo e, appena scaricato l’acsm, il monitor del mio pc si blocca e diventa completamente rosso! Seguite questo consiglio: prima di scaricare il vostro primo file protetto, scaricate il software richiesto (in questo momento, quello dominante è Adobe Digital Editions) e createvi un account Adobe. Se lo farete dopo, dio vi punirà con una schermata fiammeggiante!

Adobe Digital Editions è un’interfaccia di gestione della propria biblioteca (come Calibre, per certi aspetti) che in più gestisce eventuali diritti di protezione. Nel caso più semplice, la limitazione riguarda la possibilità di stampare il testo e il numero di device su cui potete trasferire i contenuti protetti, non più di sei. L’account Adobe è appunto l’identificativo che vi si richiede di associare a macchine particolari, un pc, un device di lettura, uno smartphone, eccetera, fino a sei.

Una volta risolto il mio problema, aprendo URLLink.acsm scarico il libro vero e proprio, che viene visualizzato in Digital Editions sul mio pc e che trasferisco, con un semplice trascinamento del mouse, dentro il mio Cybook. Avrete quindi le mie prossime osservazioni su questa esperienza di lettura fra… 717 pagine!

Una sola ultima riflessione. Qualunque sia il futuro del libro, della carta, dell’epaper o di altre tecnologie di lettura a venire, tenere in mano un oggetto come questo aiuta per lo meno in una cosa: smettere di trovare “naturale” il libro tradizionale. Ci penso spesso nelle ultime settimane, soprattutto entrando in biblioteca e vedendo davanti a me una galleria di scaffali, con dentro gallerie di libri di carta, e quasi nient’altro.

 

 

6 thoughts on “La mia vita con Cybook”

  1. se posso dire della mia limitata esperienza con un Sony Reader, un semplice lettore, la questione che più mi ha turbata è avere in mano uno oggetto elettronico ed essere bloccata al suo interno. questo lettore non consente navigazioni verso il web. E ciò (pur sapendolo) con l’uso diventa strano. Pare che leggere un testo digitale debba obblligatoriamente implicare che sono in un ambiente digitale e quindi aperto verso il tutto. Ed invece no. E’ digitale, ma solo in parte.

  2. Quello che dici è interessante, Susanna, e se solo in Italia non ci fossero state le reti wifi bloccate per un decennio probabilmente la situazione degli ereader oggi sarebbe già diversa. Ma forse ancora più rivoluzionario è il fatto puro e semplice di scoprire che la lettura tradizionale è in molti casi migliore su oggetti come questi. Insomma si aprono un sacco di fronti tutti insieme!

  3. @vgentilin: “la lettura tradizionale è in molti casi migliore su oggetti come questi” Io non so come andrà la cosa; molto dipende dal rapporto tra l’atto del leggere ed il proprio corpo: chi ha 62 anni come me ha ormai incardinato uno strettissimo link tra la posizione del mio corpo e la lettura. Per esempio: io ho due pc, un laptop in camera e un netbook in salotto; per fare sostanzialmente le stesse cose preferisco molto il netbook, perchè sto sparapanzata sul divano con il muose wireless appoggiato su un panchetto accanto al bracciolo e guardo il video ma vedo anche il fuori dalle 3 finestre del salotto. Un digitalborn invece ha un link diverso tra corpo e lettura. Io dopo aver comprato per curiosità il SonyReader ed averci scaricato file PDF e EPub l’ho usato un po’, ma poi l’ho abbandonato su uno scaffale. Quali i difetti: non vedo la dimensione del libro; sapere che sono 55 pagine non è lo stesso che vederne lo spessore; non posso velocemente scorrere le pagine per vederlo complessivamente; è vero che vedo il singolo pezzo di pagina ma lo stesso singolo pezzo visto sulla carta mi da una percezione diversa; posso mettere un segnalibro digitale, ma non è lo stesso che vedere un libro con tanti fogliettini nelle pagine a fare da segnalibro. E’ vero che lo posso mettere in tasca ma l’ebook è rigido (quando sarà flessibile sarà già diverso. Ecc. ecc.

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