“The members, even homeless ones, have potential power that will help the librarians”

Continuo con qualche traduzione dall’Atlas of the New Librarianship di David Lankes.

I bibliotecari, persone che aiutano altre persone (i membri – non gli utenti – delle loro comunità), ad acquistare potere:

“Voglio finire … con una storia che a mio parere illustra al meglio il potere del bibliotecario. La Free Library della biblioteca centrale di Philadelphia aveva un problema coi senzatetto. Ogni mattina, prima dell’apertura della biblioteca, gli homeless del centro città si radunavano in un parco davanti al grande edificio delle Belle Arti. Una volta aperte le porte della biblioteca, gli homeless si stipavano per usare i bagni o per trovare un posto dove riposare. Un membro del Consiglio della biblioteca si lamentò delle condizioni dei bagni dopo aver partecipato ad una serie di conferenze di livello internazionale. Ogni giorno un uomo saliva l’imponente scalinata fino a raggiungere un grande dizionario al secondo piano per controllare se la parola ‘masturbazione’ fosse ancora lì per poi discutere i punti più sottili della definizione con i bibliotecari.
I bibliotecari della biblioteca centrale dovevano fare una scelta. I senzatetto erano privi di potere. Molti dei pareri che i bibliotecari avevano ricevuto da diverse fonti suggerivano di lasciare fuori gli homeless. I cambiamenti nelle politiche interne che avrebbero potuto fare, l’uso della legge e così via, tutti provvedimenti per ‘minimizzare’ il problema. Ma i bibliotecari della Free Library scelsero un’altra strada.
La prima cosa che fecero fu assumere uomini e donne senzatetto come guardiani dei bagni, perché li tenessero puliti. I servizi sociali cominciarono a fornire pasti in un parco di fronte all’entrata principale. Poi la biblioteca aprì un caffè. Il caffè fu uno sforzo comunitario. La maggioranza dei finanziamenti vennero dalla Bank of America. Il caffè e le attrezzature furono donate da Starbucks. Il cibo proveniva da un forno del quartiere. Il caffè fu tenuto aperto e gestito da uomini e donne ex senzatetto ora in un programma di transizione al lavoro.
Questo è il potere dell’essere un bibliotecario. Guardare alle persone non come a problemi ma come a membri che esprimono bisogni – bisogno di servizi, supporto e, sì, alfabetizzazione. Ma in definitiva bisogno di potere. Il potere di sostenere se stessi e di vivere vite dignitose. Il potere di creare e di apprendere, non semplicemente di sopravvivere. La Free Library di Philadelphia risolse il problema dei senzatetto nel centro? No. In compenso, decise di non stare ferma e ignorarlo. Non ‘minimizzò il problema’. Inoltre, fece leva sul potere dei membri (senzatetto) per gestire il problema che, in precedenza, i bibliotecari non avevano avuto il potere di affrontare. I membri, persino gli homeless, hanno un potere potenziale in grado di aiutare i bibliotecari.
Il potere dei bibliotecari non riguarda solo lo studente modello, la famiglia suburbana, il procuratore legale o il dottore. Riguarda anche lo studente che sta fallendo, la moglie maltrattata, il cliente che usufruisce di assistenza legale gratuita e il paziente indigente. Questo è ciò che rende i bibliotecari potenti. E nobili.
Ogni bibliotecario che io abbia mai incontrato ha la sua storia. Si tratta di quel piccolo racconto – un ricordo – che i bibliotecari tengono vicino ai loro cuori. E’ la storia che raccontano a se stessi dopo una riunione noiosa o la ventesima volta che hanno indicato dov’è il bagno o l’ultimo cambio della cartuccia del toner. Forse è la storia di un settenne che si illuminava mentre raccontava la trama di un libro che aveva letto su raccomandazione del bibliotecario. Forse è la storia di un lavoro che il bibliotecario ha aiutato a trovare per il padre di cinque figli che era stato licenziato, il criminale andato in galera o il paziente curato. Qualunque sia la storia, non importa quanto grande o piccola, le storie che i bibliotecari mi hanno raccontato hanno una cosa in comune: riguardano le persone. C’è sempre una conversazione. C’è sempre un punto in cui il bibliotecario e il membro hanno condiviso un trionfo e il mondo, anche se solo per un momento, o solo in un modo minuscolo, è diventato un posto migliore. La vera facilitazione di successo è quando un bibliotecario aiuta un membro a trovare la propria storia.”
(p. 80-81)

Lo stile di scrittura degli americani arriva spesso a questo punto, ad un passo dalla retorica. La tentazione è quella di deriderlo un po’. Sentirsi leggermente superiori, scettici e superiori. La colpa è anche della mia traduzione poco elegante. Ma ditemi sinceramente chi di voi (bibliotecari) non tiene vicino al suo cuore una storia di questo tipo.

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...