Conversazione con Franco Tatò

Sto preparando un corso sugli ebook in biblioteca e giusto ieri ho trovato nella mia scaletta degli argomenti da sviluppare questo appunto: confini sfumati tra nuovo tipologie di pubblicazioni. Ed eccone un esempio, una pubblicazione, una discussione, una Conversazione che vive solo online, distribuita tra una pagina Facebook che l’ha lanciata e i repository da cui è possibile scaricarne il testo integrale.

Si tratta di Conversazione con Franco Tatò. L’editoria digitale al tempo dell’iPad e degli ebook (e altre cose che non si riesce a non chiedere a Franco Tatò), a cura di Giulio Blasi. Una breve ma densa raccolta di domande e risposte che attori di diversa storia, ruolo ed età si rilanciano in forma pubblica e commentabile.

Il testo prende spunto da una precedente intervista a Franco Tatò, manager di lunga data nella storia dell’impresa italiana, A scopo di lucro. Conversazione con Giancarlo Bosetti sull’industria editoriale, Donzelli, 1995. Dice il curatore della conversazione di oggi:

“… rileggendo quel testo mi ha preso semplicemente la voglia di ‘continuare’ quella discussione parlando dei mille temi in gioco oggi nel settore editoriale e dei media in generale. Cosa pensa oggi Tatò (che si occupa dell’Enciclopedia Italiana, di Parmalat e molto altro) della rivoluzione in atto in ambito editoriale? Cosa pensa di ebook, di Amazon, della rivoluzione nella distribuzione, del futuro delle librerie, delle biblioteche, della Legge Levi, degli e-reader, di smartphone e tablet come dispositivi di lettura, eccetera eccetera.”

Il documento integrale è disponibile su Google Docs in diversi formati testo e in HTML, e su Dropbox in PDF, in versione Kindle e in epub (ok, non è un epub perfetto, ma ringraziamo lo stesso Kovid Goyal, lo sviluppatore di Calibre che ci permette di avere tanti formati con poco lavoro e a prezzo zero). Laboratorio di lettura digitale a parte ;-) sulla pagina Facebook è possibile invece lasciare commenti e porre domande sui temi affrontati.

Approfittiamone. Tatò non si limita a discutere di editoria ma si spinge a parlare dello stato della cultura italiana, di politiche e riforme possibili, di biblioteche, con una indipendenza di giudizio e una schiettezza che non possono passare inosservate, qualunque cosa si pensi delle sue opinioni. Non sono doti comuni. Dalla “copia ricordo cartacea” alla libreria come “social network di contatti a livello locale”. Dagli italiani che “leggeranno male, leggeranno a singhiozzo, ma leggeranno di più” a “basta sovvenzioni, wi-fi gratis per tutti”. Dalla descrizione senza mezzi termini dello stato attuale dell’editoria italiana ad una stoccata sulle biblioteche nel nostro paese:

“Giordano Bruno Guerri scriveva i suoi libri sul fascismo a New York, perché la New York Public Library è più fornita di qualunque biblioteca italiana ed è aperta fino a mezzanotte: non solo per prestare i libri, ma anche per studiare e lavorare in uno spazio organizzato, silenzioso e amichevole. La biblioteca è un luogo di incontro e di scambio, oltre che di studio, dove vengono organizzati incontri, presentazioni di libri, conferenze … Ora le biblioteche americane sentono la crisi, non quella della finanza, o non solo quella della finanza, che passerà, ma quella della concorrenza degli e-book acquistati o prestati … Che cosa stanno facendo, oltre a ridurre i costi? Stanno trasformandosi in organizzazioni di consulenza personale, ad esempio per la scrittura dei curricula e la ricerca di posti di lavoro. E in Italia? I bibliotecari continuano a ricevere lo stipendio da biblioteche di Stato o comunali che non comperano più libri, che nessuno visita e che neppure accettano donazioni di libri per mancanza di spazio e personale. La risposta alla domanda sul perché di tutto questo richiederebbe un trattato di sociologia che però non ci porterebbe molto lontano. Molto semplicemente, sulla base, e con tutti i limiti, della mia esperienza personale, posso dire che in un momento imprecisato dell’ultima parte del secolo scorso si è perso in Italia il valore della conoscenza.”

Da leggere!

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