Ebookfest Sanremo e Librinnovando Milano – i materiali

Per dovere di documentazione, segnalo che su Rai Letteratura è disponibile la registrazione video della sessione dedicata alle biblioteche al convegno Librinnovando, tenutosi a Milano il 16 novembre, di cui avevo parlato brevemente nel mio post precedente.

Ho dato lì al mio intervento il titolo di Abbondanza e scarsità: biblioteche digitali per comunità digitali. Chi preferisse un formato testo può anche leggersi cosa avevo detto a Sanremo in occasione dell’EbookFest il 27 ottobre scorso. Si tratta quasi per intero dello stesso intervento, lo potete scaricare qui in PDF anche se io vi consiglierei di dare un’occhiata a tutti i materiali prodotti in quell’occasione anche dalle altre persone presenti, qui.

7 thoughts on “Ebookfest Sanremo e Librinnovando Milano – i materiali”

  1. Virginia, penso sarebbe utile tu riportassi in un post specifico l’intervento che hai fatto a EBookFest e che è ora disponibile solo in pdf. Mi pare ci sia molto da discutere e stare in un solo blog renderebbe la discussione più raggruppata.

    1. grazie Susanna ma, come puoi vedere tu stessa, non fioccano i commenti! :-) E poi ormai il fatto che le conversazioni siano spalmate su più luoghi in rete è un dato di fatto (è più probabile che le persone commentino su Facebook anziché sui blog ecc.). Comunque sono temi che torneranno fuori, vedremo!

  2. nelle biblioteche ci sono tradizionalmente molti limiti; molti anni fa, copiando il regolamento statale, si prestava solo 3 libri; con l’arrivo dei CD il limite si è sbloccato per i CD ed anche per i libri. Si prestava solo ai residenti perchè: “il Comune paga i servizi solo ai suoi cittadini”. I sistemi bibliotecari hanno rotto questo limite. Adesso una berlinese ti chiede in digital lending un ebook e limiti contrattuali, NON di software, non te lo fanno fare. Ti offrono un dono degli ebook e non li puoi accettare per limiti di contrattuali posti dall’editore. Sono entrambi limiti assurdi.
    Solo il caso dell’utente di Olbia che ti chiede di inviargli in PDF un libro pone dei concreti limiti di tempo/lavoro (ca 2 ore); Ma se gli mandi il libro e gli diedi di mandarti il pdf quando lo ha fatto lui … Non lo puoi fare.
    Comunque è evidentissimo che la comunità virtuale degli utenti della biblioteca si allarga e si incrocia con altre comunità di altre biblioteche. Da questi incroci non può venirne che aumento di produzione di conoscenza. Ma anche i bibliotecari devono ampliare il bacino dei propri servizi online; caso tipico è il VRDonline: Sala Borsa, Biblioteca San Giorgio e servizio Chiedinbiblioteca toscana in tutto faranno forse m ille risposte l’anno; perchè non mettersi insieme?

    1. Rispondendo in modo molto veloce alla tua ultima domanda: non lo fanno per motivi di inerzia burocratica, ma se lo facessero compirebbero un tentativo ingenuo. Il tempo del digital reference è stato quello dei primi 10 anni del 2000, ed è scaduto. Ci sono così tanti modi di trovare risposte in rete, e in genere risposte fornite da umani, che anche in questo non credo le biblioteche abbiano più un valore aggiunto molto forte da dare.

      1. Ma appunto, le “risposte fornite da umani” non potrebbero essere date da bibliotecari; penso per esempio a Quora. Secondo te sarebbe un onere troppo grande per le biblioteche (visto che risponderebbe anche a non utenti propri?), oppure altri sanno dare risposte migliori dei bibliotecari?

      2. Mi scapperebbe di risponderti: entrambe. Ma non sarebbe del tutto equo. Di sicuro le biblioteche farebbero fatica ad accollarsi oggi uno sforzo di coordinazione come quello che dici. E certamente in moltissimi contesti non sarebbero la miglior possibilità per trovare una risposta, è una questione di specializzazione: la biblioteca resta sempre un ente generalista (anche quando è disciplinare) rispetto ad es. a quanto può essere specializzato un forum di discussione. Resta vero che su alcuni campi il reference digitale resiste, ma non a caso probabilmente è quello dei fondi speciali, dell’antico ecc. Su tutto il resto (i campi tipici delle biblioteche pubbliche ad esempio) ho l’impressione che il servizio interessi molto meno rispetto a qualche anno fa.

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