Citazione necessaria

Sabato scorso sono riuscita a vedere realizzato un piccolo progetto a cui stavamo lavorando da un po’ di tempo: un corso di introduzione a Wikipedia per gli utenti della biblioteca. Si è trattato di un laboratorio pratico in cui le persone, guidate da un volontario wikipediano (in realtà più d’uno, ma a quanto pare i wikipediani si molplicano in modi che la scienza deve ancora studiare) hanno potuto mettere le mani dentro l’enciclopedia, imparando i primi rudimenti della scrittura secondo le norme e le consuetudini della comunità che la alimenta.

In Italia ci sono stati molti altri corsi di questo tipo svolti in collaborazione con le scuole (se ne parla anche sul Corriere online) o indirizzati a particolari categorie di persone come gli insegnanti o i bibliotecari. L’idea questa volta era rivolgersi semplicemente ai cittadini e vedere se l’offerta avrebbe incontrato una domanda, un interesse o anche una semplice curiosità per questo mondo. Posso dire che i posti disponibili (pochi per consentire alle persone di lavorare praticamente su un pc e di essere seguiti nei loro primi passi) sono andati velocemente prenotati. Motivo per cui credo che su questa strada si possa continuare a sperimentare e invito chi fosse interessato a organizzare laboratori di questo tipo in biblioteca a contattare me (la mia mail è in About) o, meglio ancora, direttamente Wikimedia Italia, l’associazione che sostiene i progetti wiki nel nostro paese.

Ma credo che – prima di tutto questo – ci sia ancora bisogno di rispondere a una domanda: perché mai dovremmo sostenere la partecipazione attiva a Wikipedia e farne una delle attività che possono avere luogo in biblioteca?

Potrei rispondere in diversi modi. Ad esempio, dicendo che vedere persone differenti per età e interessi intente a discutere del come sia possibile che si dedichi il proprio tempo libero ad un’enciclopedia è già di per sé uno spettacolo notevole. Oppure, dicendo che le biblioteche non possono fermarsi alla messa a disposizione del pubblico di computer e di connessioni gratuite alla rete, e che dovrebbero trovare il modo di organizzare anche un’alfabetizzazione digitale di secondo livello. Oppure che secondo molti autori le competenze partecipative sono oggi un complemento necessario dell’alfabetizzazione (un assaggio di Henry Jenkins qui e una formula in sintesi: “leggere non basta”). Ma dato che ci troviamo in tempi di buia catastrofe politica, vi rispondo invece con questa immagine:

Webcomic_xkcd_-_Wikipedian_protester By Randall Munroe (en:User:Xkcd) (http://xkcd.com/285/) [CC-BY-2.5], via Wikimedia Commons

Leggere non basta perché non necessariamente insegna come le idee si costruiscono. Come la retorica nasconda molti trucchi. Come non si possa essere cittadini senza la sana sistematica abitudine a chiedere che il processo secondo cui si afferma un’idea e si compie una scelta politica sia trasparente. Fate una prova: inserite un’informazione in una voce di Wikipedia, fatelo correttamente, scrivendo qualcosa di cui siete certi, ma senza citare una fonte a sostegno (un libro, ad esempio!). Probabilmente nessuno cancellerà quanto avete scritto, ma vedrete apparire rapidamente in cambio una piccola riga di testo con scritto [senza fonte]. Nasce così, e possiamo considerarla un segno di sana e robusta costituzione a cui potremmo anche fare felicemente l’abitudine. Come cittadini, voglio dire.

2 thoughts on “Citazione necessaria”

  1. La tua precisione nell’indicare i backlink, le fonti e le licenze mi fanno pensare che tu sia pronta, giovane Padawan :P.

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