AIB, Wikimedia Italia, pubblico dominio (finalmente)

The Battle of Copyright, by Christopher Dombres (PD)

Entrambe le parti si impegnano a garantire … il coordinamento e il sostegno reciproco alle campagne relative alla massima diffusione e accesso gratuito delle informazioni, con particolare riguardo al sostegno della pubblicazione delle digitalizzazioni delle biblioteche in pubblico dominio, al libero riuso delle riproduzioni dei beni bibliotecari e, più in generale, alla promozione di un quadro normativo in tema di proprietà intellettuale che valorizzi la conoscenza libera e il ruolo di biblioteche e archivi …

Ora che il protocollo di intesa fra le associazioni Wikimedia Italia e AIB, Associazione Italiana Biblioteche, è stato firmato e divulgato, sono andata a riaprire la pagina in wikina* che avevamo dedicato al tema, per vedere a quando risale: è del 18 settembre 2015, la creai io sintetizzando molte cose dette in molte mail e telefonate e call.

In realtà, allora eravamo titubanti all’idea che un’associazione intimamente legata alle istituzioni come AIB volesse pronunciarsi in modo netto – nonostante la caotica e restrittiva legislazione italiana – a favore del pubblico dominio delle digitalizzazioni fatte dalle biblioteche, e del libero accesso e riuso dei documenti in generale. Watermark, licenze incoerenti o sbagliate, condizioni d’uso fondate su concezioni pregiudiziali rispetto a chi sia un legittimo fruitore delle opere e chi lo sia meno: ancora molte biblioteche digitali create grazie all’impegno professionale e finanziario di istituzioni pubbliche sono online con restrizioni che ne contraddicono la natura pubblica.

Nel 2015 (e forse anche prima) ci dicemmo però che valeva la pena puntare in alto, confidando nei tanti bibliotecari simpatizzanti e/o soci WMI e nell’interesse per l’open access che è proprio di un’associazione professionale di bibliotecari. È passato molto tempo e molto lavoro e ora sappiamo che abbiamo fatto bene, che quella dell’apertura è una direzione ormai considerata non solo doverosa, ma utile, e che forse si avvia a diventare ovvia. Ci sarà ancora tantissimo lavoro da fare ma, intanto, possiamo festeggiare.

Enrica Manenti, Andrea Zanni, Federico Leva, Lorenzo Losa, Luca Martinelli, il direttivo di Wikimedia di allora e quello di oggi, Susanna Giaccai, Giuliana Mancini sono fra le molte persone che hanno fatto sì che questo accordo arrivasse in porto e io desidero ringraziarle, in questa giornata afosissima, perché mi hanno dimostrato che gli sforzi possono anche venire ricompensati. Con Rosa Maiello neo-presidente AIB, che già si è interessata all’accordo, potremo continuare a lavorarci e rendere quello che oggi è un pezzo di carta una pratica concreta. Se ce l’abbiamo fatta una volta, possiamo rifarlo.

* La wikina è un wiki di lavoro dove si appoggiano le discussioni e la documentazione di WMI.

Annunci

Sfide e alleanze in Biblioteca Nazionale a Firenze

Venerdì 28 novembre, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si tiene il convegno, organizzato dalla Biblioteca in collaborazione con Associazione Italiana Biblioteche e Wikimedia Italia, Sfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia.

È un’occasione abbastanza unica per avere un’idea ricca di tutti i campi in cui i progetti wiki possono collaborare con le biblioteche e altre istituzioni culturali, andando oltre (molto oltre) la comune conoscenza di Wikipedia come risorsa di reference da consultare.

Il programma della mattina prevede interventi, con un taglio anche internazionale, sui progetti GLAM-wiki, la biblioteca digitale Wikisource, la risorsa per dati strutturati Wikidata, il concorso fotografico Wiki Loves Monuments e le esperienze concrete già realizzate o in corso di realizzazione svolte dalla Nazionale e da altre biblioteche italiane come la VEZ di Mestre.

Nelle due ore del pomeriggio è prevista invece un’attività di tipo più pratico e laboratoriale in cui i partecipanti potranno vedere dal vivo come funzionano i progetti, fare domande e provare a immaginare nuove forme di collaborazione. Per quanto riguarda Wikipedia, io e Susanna Giaccai abbiamo in programma un esercizio che si potrebbe chiamare “prendi una voce e smontala per vedere com’è fatta dentro”, col quale vorremmo dare un’idea veloce ma ricca sia della ricchezza del paratesto che c’è dietro l’aspetto semplicemente testuale di una voce, sia della rete sociale che ha portato alla sua creazione e manutenzione del tempo (bello, no?)

Questo il programma integrale, e questa la pagina in cui si trova qualche informazione in più su Wikipedia.

sfide

E-book italiani. Quale bibliodiversità?

Esce per l’ultimo numero del Bollettino AIB (n. 4/2011) un testo tratto dall’intervento che Laura Testoni ha tenuto al congresso AIB 2011 a Roma, che ci auguriamo sarà seguito a breve dalle altre relazioni di questo convegno in buona misura dedicato al tema degli ebook.

E-book italiani: quale bibliodiversità. Lo stato dell’arte 2011 può costituire un buon punto di partenza per tutti quelli che non erano a Roma o che non abbiano avuto la fortuna di seguire lo sviluppo di questo argomento che costituisce una vera sfida per la nostra professione.

Come sottolinea Testoni, lo studio rappresenta la situazione “fotografata” al settembre 2011 (importante tenerlo presente, vista la mutevolezza del campo) ma costituisce il primo contributo articolato da parte di un bibliotecario sul tema del mercato dell’ebook in Italia: store online, biblioteche digitali preesistenti il vero e proprio sviluppo del mercato commerciale, numeri, editori, sistemi di protezione.

L’ultima parte dell’articolo è dedicato alle modalità di ricerca degli ebook sui portali analizzati, sulla base delle categorie classiche del searching, browsing e monitoring di Marcia Bates, e costituisce forse l’elemento più originale della ricerca. Raccomandato quindi anche a chi si occupa di opac e di strumenti di ricerca online!

Dell’intervento di Roma sono disponibili anche le slide e lo strumento Trova il tuo ebook, che vale sicuramente più che un’occhiata.