English for Library Staff

Manco dal mio blog da più tempo del solito per un buon motivo: la settimana scorsa sono stata on Olanda per un’esperienza abbastanza particolare, il corso English for Library Staff organizzato qui in Italia da IAL, ente di formazione professionale della CISL (prima domanda: perché la CGIL non ha qualcosa di simile?), e curato lassù nel “paese civile” per definizione dal James Boswell Instituut dell’Università di Utrecht.

Una settimana che ha mescolato lezioni frontali e visite guidate ad una importante biblioteca dell’Università di Utrecht, quella situata nel centro della città e che ospita le collezioni di arte e discipline umanistiche e, spostandosi a Den Haag, alla Biblioteca nazionale e al Museo Meermanno, nato da una collezione privata e oggi sviluppatosi come museo del libro e dell’arte tipografica.

Naturalmente, non sono mancati i momenti liberi per visitare le città (Amsterdam ovviamente, Utrecht nelle sue serate di infiniti locali lungo i canali) e per… mettere i piedi a bagno nel mare del Nord di Den Haag! Se non foste interessati ai piedi, ai fiori e alle biciclette, ai link qui sopra sono disponibili comunque diverse foto delle biblioteche visitate, che nei prossimi giorni mi riprometto di taggare con bibliotecaria maniacalità!

Un giudizio molto positivo va dato, oltre che alla nostra ottima insegnante Ingrid De Beer (il cui inglese risultava per me assolutamente british!), al buon ambiente di apprendimento fornito dalll’istituto James Boswell, sempre attrezzato e gradevole, ai materiali didattici forniti, alla perfetta organizzazione delle visite guidate, alla disponibilità e professionalità dei colleghi olandesi che ci hanno guidato all’interno delle loro biblioteche (e al loro perfetto inglese!), al nostro tutor in Olanda, Giorgio Beltrami, che è sempre stato al nostro fianco e alla simpatia generale del gruppo (le foto che vedete pubblicate qui sono state gentilmente fornite da alcuni di loro).

Uniche note non completamente positive l’alloggio presso il campus di Utrecht (Cambridgelaan, un posto interessante da vedere, ma solo in foto!) e il costo abbastanza elevato di questa settimana, sicuramente giustificato dall’ottima qualità del corso ma altrettanto sicuramente poco alla portata di bibliotecari a cui i propri enti di appartenenza sono destinati a non assicurare più alcun genere di formazione, e fra cui pochi saranno quelli che vorranno accollarsi in prima persona un costo simile. A meno che non lo si voglia considerare (come ho fatto io) anche una vacanza che vale sicuramente la pena di fare!

(Aggiungo la seconda domanda, che ancora mi frulla per la mente: ma nelle università italiane esistono i summer courses?)

Pubblicità

Web 2.0 e biblioteche: corsi a Bologna

Lunedì 5 ottobre l’Università di Bologna mi ha ospitato per un corso sul Web 2.0 nelle biblioteche che si ripeterà fino a Natale altre due volte (di nuovo per l’Università e, nel contesto di un corso più vasto sulla biblioteca digitale, per le biblioteche della regione Emilia Romagna).

Riporto anche questa volta le slide, comunque disponibili su Slidehare, questa volta però sottolineando l’importanza che ha, a mio parere, il fatto di condividere materiali come questi. E’ vero, vedere le slide non è come essere presenti al corso. Ma è utile per chi proprio non potrebbe esserci, per chi vuole farsi un’idea senza perderci troppo tempo e per chi prepara corsi simili.

In questo caso, ad esempio, ho sicuramente un debito nei confronti del materiale di Andrea Marchitelli, di Bonaria Biancu, di Ellyssa Kroski e di Vincenzo Cosenza (e di molti altri, ma con debiti meno corposi!)


Una seconda cosa da sottolineare è che – al di là delle tecnologie e delle applicazioni ai servizi delle biblioteche – ho tentato in questo corso di dare anche un’idea generale di quali possano essere le implicazioni culturali e sociali del 2.0. E’ un tentativo azzardato, lo so, per questo mi sono fatta forte di diversi autori che, generalmente con un taglio sociologico, se ne sono occupati in modo approfondito. Li vedete citati in bibliografia, in particolare nella prima sezione, Società dell’informazione e nuove tecnologie di comunicazione.

In particolare, ho tentato di presentare insieme due autori come Henry Jenkins, il cui Cultura convergente è un libro senza il quale siete destinati a non capire nulla della cultura contemporanea e il nostro (bibliotecario) R. David Lankes, in nome di una spero non troppo azzardata comunanza “partecipativa”.

Tra i libri citati in bibliografia, anche il nuovissimo Network effect: quando la rete diventa pop, appena uscito per Codice edizioni. E’ così nuovo che l’ho messo in bibliografia prima di riuscire a leggerlo, ma sapendo che esce dal Larica, il Laboratorio di Ricerca Comunicazione Avanzata dell’Università di Urbino, e che raccoglie nomi come Giovanni Boccia Artieri, Fabio Giglietto e Luca Rossi, mi sono fidata a basta.

La morale è che, se proprio detestate chi mette online le proprie slide come se potessero sostituire dei corsi veri e propri, potete comunque approfittare della bibliografia, farvi una bella serie di letture e poi trarre da voi le vostre conclusioni!

Corso a Seriate

Si è concluso questo lunedì il corso che ho tenuto per i colleghi di Seriate e valli circostanti Information Literacy e risorse digitali e voglio cogliere l’occasione per salutare tutte le persone che sono state presenti ed invitarle (qualcuno l’ha già fatto!) a contattarmi se avessero bisogno di qualche chiarimento.

Questo corso si distingue da altri che ho tenuto per alcuni motivi.

Innanzitutto, l’intrico (temo che la parole giusta sia questa!) di argomenti vecchi e nuovi, vecchi fra virgolette naturalmente… Per me è stato uno spunto, sicuramente ancora da approfondire, per riflettere ad esempio sul rapporto tra reference ed information literacy in un contesto in cui i documenti non si trovano più solo in biblioteca o in libreria.

Le slide sono disponibili come sempre su Slideshare, e potete vederle qui sotto:


Questa volta, però, grazie alla possibilità offerta da Slideshare di caricare oltre alle slide anche documenti di testo, ho fatto un file separato per la bibliografia, in un modo che mi sembra più gestibile, e forse più interessante per chi voglia farsi un’idea dei temi trattati senza scorrersi decine e decine di slide.

Sia le slide che la bibliografia sono anche scaricabili. La bibliografia è stata fatta con Open Office, è un’occasione per scaricarlo e cominciare ad usarlo al posto del vecchio amico Microsoft (gratuitamente, da qui).

E, per chi proprio non se la sentisse di perdersi neppure un secondo di quello che è accaduto, devo infine segnalare che esiste online la ripresa video dell’intero corso, grazie al lavoro dei colleghi che si sono presi la briga di realizzarla e di caricarla sulla piattaforma Medialibrary.

Il video è visibile direttamente da qui, oppure lo si trova facilmente cercando ‘information literacy’ nel motore di ricerca interno.

Attenzione! Sono molte ore di girato, quindi la cosa va intesa per quel che è: uno strumento per chi era assente, per chi volesse ripescare qualche informazione particolare, magari vista sulle slide, e soprattutto una sperimentazione. Materiali di durata più breve sicuramente si prestano meglio ad una fruizione remota di questo tipo, ma, intanto, è importante sapere che anche noi possiamo sfruttare al meglio le occasioni di crescita professionale che abbiamo.