Un percorso possibile dentro le Stelline

Qualche breve appunto dal convegno delle Stelline 2014, a cui ho partecipato nella sola giornata di venerdì. Tutte le relazioni degli interventi presentati sono però disponibili sul sito dell’Editrice Bibliografica in PDF, con social DRM, a 3,99 euro. E’ un peccato non approfittarne e alcuni degli appunti che leggete qui sotto derivano da questa lettura, dalla quale spero di ricavare un ragionamento abbastanza coerente sulla base di cose che hanno colpito la mia attenzione.

La New York Public Library apre meritatamente il convegno con una relazione (felicemente pragmatica) di Johannes Neuer sull’utilizzo fatto dei social media per il marketing delle collezioni e dei servizi della biblioteca. Ne esce un quadro sintetico di cose che nessuno in Italia fa in modo compiuto. Le riporto come puro elenco di controllo, per così dire:

  • Adottare un approccio strategico ai social media (significa scegliere una strategia, non improvvisare)
  • Basarsi sulla collaborazione fra molti diversi dipartimenti/uffici
  • Misurare e ottimizzare in modo costante i risultati
  • Utilizzare i social media in modo coerente alla propria funzione, definita come impulso all’apprendimento continuo (lifelong learning), all’avanzamento della conoscenza e al rafforzamento della comunità
  • Comprendere nella strategia l’online customer service (i social media non sono solo bollettini, ma strumenti per erogare servizi)
  • Curarsi della formazione specifica dello staff
  • Pubblicare contenuti rilevanti (compelling)
  • Fare dei blog (per la NYPL, questi) il nucleo fondante del proprio calendario editoriale (sul tema dei blog si può leggere anche la relazione di Juliana Mazzocchi Blog e social network in biblioteca: strumenti complementari o antagonisti?)
  • Ottimizzare i contenuti in forme diverse per le diverse piattaforme
  • Condividere contenuti di terzi
  • Riciclare (ripubblicare) i contenuti che producono i risultati migliori
  • Non trascurare l’email marketing
  • Investire in social media avertising (riporto questo punto per ultimo perché mi dà modo di formarmi un’opinione su un interrogativo accennato nel mio post precedente: dovremmo acquistare la visibilità dei post sulle pagine Facebook? Ora, la mia risposta è: non prima di avere imparato a fare tutte le cose segnate in questa lista).

Riccardo Ridi, in un intervento complesso sulla responsabilità sociale delle biblioteche (che non tento di riportare qui esaustivamente nei suoi contenuti), distingue invece fra due concezioni principali della Library 2.0:

La prima:

Le “biblioteche 2.0”, intese in senso tecnico e “debole” sono quelle biblioteche che, per perseguire i propri classici obbiettivi informativi, documentari e bibliografici e per promuovere la conoscenza e l’uso dei relativi servizi da parte dei potenziali utenti, utilizzano sempre più spesso, oltre ai metodi abituali (inclusi quelli digitali), anche una serie di recenti strumenti tecnologici di varia natura riconducibili più o meno direttamente al concetto (anch’esso peraltro notevolmente ambiguo e controverso) del “web 2.0”.

La seconda:

Davvero rivoluzionarie sono invece le “biblioteche 2.0” intese in senso ideologico e “forte”, che si prefiggono di recuperare e ampliare il numero degli utenti, l’entità dei finanziamenti pubblici ricevuti e la consistenza dell’apprezzamento sociale (tutti indicatori purtroppo in brusca caduta recentemente) rinunciando alla tradizionale centralità, per i servizi bibliotecari, dell’intermediazione documentaria e creando o incrementando, invece, servizi rivolti prevalentemente allo sviluppo dell’apprendimento e della socializzazione o addirittura, nei casi più estremi, alla fornitura di qualunque cosa possa risultare a qualsiasi titolo interessante per la comunità di riferimento.

Mi pare che la presentazione di Neuer (così come diverse esperienze riportate durante il congresso) rientrino nella prima concezione, mentre Ridi porta come esempi della seconda fenomeni di diversa natura come:

  • L’uso approssimativo dei social network (come dargli torto?)
  • Superficiali manovre di restyling “2.0” dei cataloghi (per fortuna, un’ampia sezione di questo convegno è dedicata ai dati bibliografici nell’ottica dei Linked Data, che ci portano finalmente un passo oltre a pratiche effettivamente poco più che decorative di questo genere)
  • Idee indeterminate di biblioteca come area socio-culturale non meglio identificata (è quella che io personalmente chiamo “la biblioteca parrocchia” o “la biblioteca circo”. Ne esistono anche curiose combinazioni)
  • L’attenzione di David Lankes per la crezione di conoscenza tramite la conversazione (ci torniamo)
  • Il parlare da bibliotecari di com’è fatta Wikipedia invece che di come educare gli utenti a darne una valutazione in quanto strumento informativo (torniamo anche qui).

La conclusione dell’intervento (banalizzando molto ma ripeto, questi sono solo appunti) sta nella proposta di “svolgere nel modo migliore il proprio lavoro e non quello altrui”, formula che è difficile non accogliere come espressione di un felice e salutare buon senso in questo momento di grande confusione sulla definizione degli scopi presenti e futuri delle biblioteche.

Laura Testoni, come accade spesso, si occupa di information literacy. Qui le slide del suo intervento, che fanno il punto sulle diverse e complementari concezioni di literacy e avanzano alcune proposte.

Sulla base dell’assunto che “l’informazione è cambiata: non è infatti solo una entità che ‘si recupera’, ‘si conserva’ e ‘si utilizza’ ma è piuttosto un flusso continuo, permanente e ubiquo che ci attraversa, che permea qualunque attività privata e pubblica, il nostro stile di vita e le nostre interazioni con gli altri” ci possiamo chiedere quali siano le “abilità necessarie che affiancano e completano le differenti literacy e costituiscono oggi un curriculum implicito per ‘abitare’ la rete in modo consapevole, responsabile e informato”. Ecco una risposta in sintesi:

  • Essere in grado di comprendere e produrre testi (siamo molto vicini alla tradizionale concezione di literacy, alfabetizzazione)
  • Essere in grado di “fare rete” lavorando con gli altri in modo costruttivo e produttivo (citati l’Henry Jenkins di Culture partecipative e competenze digitali: media education per il 21. secolo e il concetto di “stanza intelligente” di Weinberger)
  • Essere in grado di operare delle sintesi da informazioni provenienti da fonti diverse
  • Usare la rete come infrastruttura e non solo come fonte documentale (internet come ipertesto e internet come sfera pubblica, come ambiente).

Alcune proposte immediate:

  • Smettere di chiedersi se la rete ci rende più stupidi o più intelligenti (amen!)
  • Abbandonare il mito dell’information overload (che esiste da alcuni secoli)
  • Allenare l’attention literacy e “offrire ganci all’intelligenza” (imparare attivamente a concentrarsi su ciò che interessa senza il luddismo dello spegnere il cellulare per vivere sereni, e saper filtrare e applicare metadati appropriati alla massa dei contenuti con cui veniamo a contatto. Qui il riferimento è a Perché la rete ci rende intelligenti, di Howard Rheingold, che vorrei leggere presto).

C’è un aspetto che accomuna tutte le literacy sia formali (IL, digital literacy, MIL [Media Information Literacy], transliteracy) che implicite descritte in queste note. Esse hanno l’obiettivo di conferire potere alle persone: capacità, abilità, sensibilità e skill necessari per padroneggiare i flussi informativi e per partecipare in modo consapevole e informato (quindi non da “tifosi” o spettatori subalterni) allo spazio pubblico strutturato nelle reti sociali. Su questo punto David Lankes nel suo Atlas è molto esplicito e radicale: il potere è il centro dell’information literacy… perché senza di esso non si prendono decisioni e le cose avvengono sulla testa delle persone.

Sembra tirare le fila di questo filone del convegno Pierfranco Minsenti col suo intervento su Wikipedia come ambiente di lavoro collaborativo (qui le slide). Minsenti risponde a Ridi, accettandone gli interrogativi ma proponendo una via alternativa a quella che sembra una risposta tutto sommato troppo tradizionalista. Sostiene l’utilità dell’abbandono dell’espressione Web 2.0 e di tutto l’indeterminato circostante. Controbatte David Lankes tacciando la sua visione di scarso radicamento teorico e di vaghezza. Rilancia con Henry Jenkins e la sua idea di cultura partecipativa. Infine, porta Wikipedia come esempio principe di luogo della rete in cui fare information literacy.

A me quest’ultimo punto sembra ovvio, ma probabilmente non lo è e quindi proviamo a raccontare perché mai fare editing su Wikipedia è paradigmaticamente un esercizio di information literacy (ho sempre pensato che Jenkins abbia persino modellato la sua definizione di cultura partecipativa su Wikipedia, ma non so se lo abbia mai detto esplicitamente):

  • Su Wikipedia si legge e si trovano delle informazioni (accesso + alfabetizzazione, parte prima)
  • Su Wikipedia si scrive, se non si sa scrivere si è subito fuori (partecipazione + alfabetizzazione, parte seconda)
  • Su Wikipedia si sintetizzano fonti già esistenti (imparando a cercarle e a valutarle) e le si ricompongono (imparando a organizzare logicamente gli argomenti)
  • Su Wikipedia si organizza la conoscenza (si creano ipertesti, si collegano voci per prossimità semantica, si inseriscono in categorie comuni, si metadatano) come parte normale e quotidiana del lavoro
  • Su Wikipedia si discute, cioè si impara che la conoscenza non è un dato acquisito, bensì una costruzione sociale
  • Su Wikipedia si impara a valutare la qualità delle singole voci come conseguenza diretta della partecipazione, e non perché un maestro/insegnante/bibliotecario ci abbia insegnato a farlo
  • Su Wikipedia si è incoraggiati a raccontare quello che si sa, e a nessuno importa quello che si è
  • Wikipedia è l’unico luogo della rete in cui il copyright sia rispettato alla lettera
  • Wikipedia è il luogo in cui sistematicamente si adottano forme di regolazione della proprietà intellettuale adeguati allo scopo
    (Mi fermo).

Questi interventi, che ho selezionato fra molti, mi pare esprimano un filo logico di questo tipo: il web 2.0 o, più precisamente, la comunicazione via social media, è un potente strumento di marketing per le biblioteche. In quanto tale va utilizzato in maniera professionale e non approssimativa. Il fine non è però il 2.0 in sé ma la diffusione di una cultura della partecipazione attiva, e non solo perché ciò sembra buono, ma perché è anche coerente con gli obiettivi specifici della nostra professione (non si dà partecipazione attiva senza information literacy). In questo si può trovare un punto d’equilibrio felice tra una visione della professione troppo ancorata alla tradizione (agli artefatti di Lankes, se volete) e la visione confusa e insoddisfacente della biblioteca come indeterminato spazio di socialità. A me pare che abbia un senso.

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Blog in biblioteca: un’intervista a Buc Galaxi

buc galaxi testata

Dopo quella dedicata ad Extratime, ecco una nuova intervista ad un blog dedicato ai giovani adulti, Buc Galaxi, curato dai sistemi bibliotecari mantovani.

Come nel caso precedente, lascio parlare i diretti interessati con le risposte che mi hanno voluto cortesemente fornire. Aggiungo solo che diventerà sempre più interessante comparare fra loro i blog già nati e che io mi auguro nasceranno nel futuro e (magari fra un po’) vedere quale sia l’effetto complessivo dell’intererazione fra blog e fra blog e altre piattaforme social network. E’ un mondo appena nato per le biblioteche e in buona parte ancora tutto da scoprire e da curare, perciò vediamo intanto cos’hanno da raccontarci i colleghi del mantovano.

1. Come vi è venuta l’idea di fare un blog?

L’idea di fare un blog nasce dal più ampio progetto BIBLIOfuoriTECA, realizzato dal Sistema bibliotecario Legenda con il contributo di Fondazione Cariplo, che prevede, fino alla primavera 2013, molteplici attività e iniziative nelle biblioteche e sul territorio dei 21 comuni del basso mantovano appartenenti al Sistema Legenda. Tra i diversi obiettivi che si vogliono raggiungere con le azioni del progetto, un aspetto centrale è quello di favorire la partecipazione dei giovani e offrire loro, attraverso le tecnologie e i nuovi strumenti di comunicazione, la possibilità di esprimersi e di mettere a confronto le loro idee. Partendo da questo impulso e grazie anche al sostegno degli altri Sistemi bibliotecari mantovani, Ovest mantovano e Grande Mantova, e della Provincia di Mantova, abbiamo, infine, deciso di aprire un blog specifico per i giovani adulti, dai 14 ai 19 anni.
Il blog ci è sembrato lo strumento più efficace perché permette di creare delle comunità virtuali di lettori, dando ai ragazzi la possibilità di comunicare le proprie opinioni senza paura di esporsi direttamente o di essere giudicati, permette in tutti i momenti e luoghi di trovare uno spazio nel quale scambiarsi idee e pensieri, scavalcando le difficoltà logistiche spesso legate alla creazioni di gruppi di lettura in biblioteca. Inoltre il blog è uno strumento immediato, accattivante, efficace per comunicare rapidamente con e tra le giovani generazioni. I ragazzi infatti possono anche semplicemente mettere una valutazione veloce del post (tipico rating con le stellette) o lasciare solo una emoticon per segnalare la loro presenza… il blog quindi ci sembrava più in linea con il linguaggio giovanile e il modo migliore per entrare in contatto con questa generazione di nativi digitali.

2. A chi è indirizzato il vostro blog?

Il blog, come già evidenziato sopra, è stato pensato per i ragazzi dai 14 ai 19 anni, dalla terza media fino all’ultimo anno di superiori.

3. Chi compone la redazione? Come è organizzata?

La redazione è composta da alcuni bibliotecari del gruppo di catalogazione della provincia di Mantova, in particolare quelli che si occupano della sezione ragazzi, con la consulenza di Simonetta Bitasi. Questi scelgono, di solito mensilmente, 6 o 7 libri da pubblicare in primo piano sul blog nel post intitolato “Guarda le ultime proposte di Buc”. Anche i post “Proposte dalle biblioteche” e “Da non perdere – NEW” sono concordati dalla redazione.
Gli altri post sono invece inseriti direttamente dai ragazzi, che si possono iscrivere al blog semplicemente compilando il form presente nella pagina “X veri blogger”. A questi vengono inviate le autorizzazioni per diventare “Autori” del blog, con la possibilità di inserire loro posts e di modificarli; alla email di iscrizione è allegata una breve spiegazione dei comandi essenziali e del layout generale che può essere sempre modificato o arricchito a loro piacimento. La redazione dei bibliotecari interviene solo per inserire il link al catalogo OPAC (cliccando sulla copertina o immagine) che permette di trovare la risorsa nella biblioteca più vicina.
La scelta di coinvolgere i ragazzi è stata fortemente voluta, per dare loro la possibilità di inserire i libri-film-fumetti che preferiscono, senza nessun vincolo legato alla scuola o ai genitori; ciò ci permette inoltre di stare al passo con le loro scelte (anche se a volte discutibili, ma mai censurate, se non in casi estremi finora mai verificatisi) e di mantenerci, per così dire, al passo coi “loro tempi”… quindi conoscere, capire e scoprire direttamente i loro gusti e le loro preferenze. I ragazzi che si sono impegnati nell’inserimento di alcuni post, hanno anche la possibilità di gestire direttamente i commenti e di moderare la discussione, diventando diretti protagonisti e anche responsabili di ciò che hanno deciso di inserire.
Insomma le proposte per creare la galassia di Buc non hanno confini… solo vincolo da rispettare per non perdersi nell’universo, aver letto o visto l’oggetto di cui si parla ed essersi fatti una propria opinione, positiva, negativa, uguale, diversa… l’importante è che sia personale e quindi unica!

4. Come scegliete i contenuti? Avete un piano editoriale preciso?

I contenuti del post in primo piano “Guarda le ultime proposte di Buc” vengono scelti dalla redazione di volta in volta. Ad alcuni eventi a cadenza annuale che si svolgono in biblioteche o nel territorio provinciale, come ad esempio Libro Giovani o Festivaletteratura, si è deciso di dedicare particolare rilevanza, proponendo delle “vetrine” a tema con titoli specifici; nel resto dell’anno invece si cerca di pubblicare nuove proposte solitamente una volta al mese. La scelta, in quest’ultimo caso, viene fatta cercando nuovi titoli di ultima uscita o anche seguendo le indicazioni di uno o più componenti della redazione che ha amato e ritiene adatto al target di riferimento un particolare libro/film o altro, anche tra i classici o libri già usciti da tempo.
Nel post “Proposte delle biblioteche” (numero 2 al fianco della vetrina in primo piano) vengono inserite bibliografie pensate per questa fascia d’età, realizzate dalle singole biblioteche appartenenti ai tre sistemi bibliotecari provinciali: Sistema bibliotecario Ovest Mantovano, Sistema bibliotecario Grande Mantova e Sistema bibliotecario Legenda. Nel post “Da non perdere! – NEW” (numero 3) vengono invece segnalate occasionalmente tutte le iniziative legate alla lettura, ai libri o film, realizzate nella provincia adatte ai giovani adulti.

5. Quali riscontri avete rispetto all’uso del blog (dati relativi a visualizzazioni, contatti diretti, commenti, ecc.)?

Le visualizzazioni complessive registrate fino ad oggi (mercoledì 19 dicembre 2012) sono: 14793. Le visualizzazioni mensili sono sempre state superiori a 500, con picchi fino alle 2000 visualizzazioni per il mese di febbraio 2012 o 1600 per il mese di ottobre 2012. Le visualizzazioni medie giornaliere si aggirano sulle 33/36 visite, anche qui con picchi in alcuni giorni dell’anno, di solito dopo incontri con scuole organizzate dalle singole biblioteche (il numero maggiore di visite, 821, è stato registrato il 24 ottobre 2012).
Per quanto riguarda l’interazione, finora ci sono stati 68 commenti, comprese le risposte dell’amministratore; sono state inviate 16 richieste per diventare autore del blog, 7 richieste non sono ancora state completate, ma 10 autori (più un amministratore) sono operativi sul blog e, tra questi, 8 sono gli autori che hanno pubblicato almeno un post.
Considerando che è stata fatta una campagna di promozione, con locandine e segnalibri a tema, solo parziale e non in tutte le biblioteche del territorio, i dati che abbiamo registrato non ci sembrano male ;) … speriamo che il continuo aggiornamento e cura del sito diano in futuro risultati migliori.

6. Quale piattaforma utilizzate e chi si occupa degli aspetti tecnici (personale interno, tecnici esterni, altro)?

La piattaforma usata è WordPress.com.
Viene usato personale interno per l’aggiornamento del blog e per gli altri aspetti tecnici.

7. Quanto avete speso per avviare il blog e quali spese future siete in grado di prevedere? Che tipo di impegno in termini di lavoro umano vi costa?

Non abbiamo sostenuto nessun tipo di spesa per aprire il blog, poiché abbiamo scelto uno dei temi gratuiti proposti da WordPress e abbiamo cercato di adattarlo alle nostre esigenze; in alcuni casi abbiamo dovuto sottostare alle impostazioni predefinite, ma in futuro non escludiamo di poter attivare anche plug in o widget a pagamento che ci permettano una migliore personalizzazione.
In termini di tempo la scelta e valutazione delle proposte da inserire richiede, se dobbiamo proprio quantificare, circa una settimana; mentre per caricare i contenuti già decisi, cioè 6 o 7 libri con abstract e parole chiave già individuate, circa un paio d’ore al mese.

8. Avete considerato l’ipotesi di utilizzare anche altri tipi di strumenti 2.0 come ad esempio Facebook o altri social network?

Si, ma abbiamo deciso di utilizzare per ora solo il blog per cercare di non disperdere i commenti e le proposte dei ragazzi/utenti che vogliono partecipare. I diversi posts e novità inserite sul sito vengo fatte girare in rete attraverso le singole pagine facebook delle diverse biblioteche o dei Sistemi bibliotecari della provincia di Mantova.

9. Pensate che il blog sia uno strumento di comunicazione adatto anche ad altri tipi di target e per altri obiettivi della biblioteca?

Si, potrebbe essere un buon strumento per condividere le varie iniziative delle biblioteche, dando sempre la possibilità di inserire commenti e opinioni dei diversi utenti… potrebbe essere un metodo alternativo al sito canonico della biblioteca, dove spesso l’utente è solo passivo davanti ai contenuti proposti. Inoltre se pensato a livello sistemico, un unico blog per più biblioteche può permette di ottimizzare le risorse, valorizzando le specializzazioni particolari e mirate delle singole biblioteche e bibliotecari con proposte e contenuti di qualità; può inoltre permettere di valorizzare le proposte delle differenti realtà locali, catturando l’interesse di utenti fuori dal territorio comunale della singola biblioteca e aumentando così il possibile bacino d’utenza di tutto il territorio provinciale.
Abbiamo già infatti sperimentato questa strada con i blog aperti in occasione dei progetti BIBLIOfuoriTECA, GENIUS e Biblioteca Nostra Viva Attiva che ci hanno permesso un’interazione maggiore con gli utenti interessati alle iniziative e corsi proposti.

10. Consigliereste ad altri sistemi bibliotecari di intraprendere questa strada?

Si, consigliamo sicuramente di utilizzare il blog perché, come già detto sopra, è uno strumento che permette una migliore e veloce interazione con il pubblico e perciò, anche con poche risorse economiche a disposizione, può aiutarci a diffondere cultura.

Blog in biblioteca: un’intervista a Extratime

Nei miei corsi sull’uso dei social media per la comunicazione in biblioteca ultimamente cerco sempre di comprendere almeno tre strumenti: Facebook, Twitter e i blog. Fra questi la pagina Facebook sta andando per la maggiore,  ed è naturale per via del buon rapporto che la caratterizza fra quantità di lavoro richiesta e capacità di raggiungere gli utenti. Un po’, però, è un peccato. Anzi, è decisamente un peccato, perché i blog consentono di fare molto di più con uno sforzo che – se progettato in maniera cooperativa – potrebbe non essere troppo elevato.

Per questo motivo ho voluto che mi raccontassero la loro esperienza diretta le persone che gestiscono il blog indirizzato ai giovani adulti del Sistema bibliotecario Cremasco Soresinese, Extratime. Si tratta di uno dei pochi esempi a mia conoscenza di blog di biblioteca (ma come vedrete questo non ne ha esattamente l’aspetto, e a mio parere si tratta di un punto di forza) che vengano aggiornati con regolarità e che siano sostenuti da un progetto editoriale strutturato.
Così, per dare uno spunto di riflessione a tutti, ho rivolto a loro dieci domande. Le risposte sono quelle che leggete qui sotto.

1. Come vi è venuta l’idea di fare un blog?

L’idea è nata dopo aver frequentato un corso organizzato dal nostro Sistema Bibliotecario, dedicato alle modalità di promozione dei servizi bibliotecari per giovani-adulti, tenuto da Magda Bettini.
Nel confrontarci tra colleghi, è emersa la volontà di trasmettere la nostra passione per la lettura, la musica e il cinema a questo target, affamato di informazioni e stimoli, che troppo spesso però le biblioteche non riescono ad attrarre ed i cui bisogni culturali non riescono a soddisfare. Volevamo insomma uscire metaforicamente dalla biblioteca e creare un canale di comunicazione più diretto con i ragazzi.

2. A chi è indirizzato il vostro blog?

Il blog è indirizzato ai ragazzi che frequentano le scuole superiori, quindi tra i 15 e i 19 anni di età. A questo target ci riferiamo nella scelta delle proposte di lettura, musicali e cinematografiche, e soprattutto nella redazione delle schede (scelta del linguaggio testuale e grafico).
Secondo noi tuttavia il blog potrebbe porsi anche come spazio per consigli di lettura e suggerimenti ad uso dei colleghi bibliotecari e degli insegnanti.

3. Chi compone la redazione? Come è organizzata?

La redazione è composta da cinque bibliotecari del Sistema Cremasco Soresinese: Eleonora Bello, Roberta Cirimbelli, Raffaele Grasselli, Francesco Pandini e Debora Tinelli.
L’organizzazione interna prevede lo svolgimento di una serie di attività: lettura, ascolto e visione di materiale, valutazione di cosa recensire, stesura delle schede e caricamento sul blog.
In linea di massima, tre di noi sono specializzati nelle proposte di lettura, due si dedicano prevalentemente ai suggerimenti musicali, mentre tutti e cinque ci occupiamo dei consigli cinematografici.
Ciascuno pubblica i propri post, mentre ad alcuni di noi fanno capo compiti specifici aggiuntivi: supervisione generale dei post in termini di coerenza della struttura e verifica di immagini e link , controllo della posta elettronica in entrata, gestione della rubrica eventi, aggiornamento della pagina Facebook e dell’account Twitter.

4. Come scegliete i contenuti? Avete un piano editoriale preciso?

I contenuti del blog sono decisi avendo riguardo al target cui ci rivolgiamo. I libri, i film e gli album da postare vengono selezionati non in quanto nati e pensati per i Giovani Adulti, ma in quanto secondo noi ADATTI a questo target: è una differenza apparentemente sottile, ma secondo noi del tutto sostanziale!
La scelta delle schede da pubblicare è essenzialmente affidata ai nostri gusti ed alla reciproca fiducia: l’unico elemento imprescindibile è che si tratti sempre di materiale da noi direttamente letto, ascoltato, visto!
Il piano editoriale del blog prevede la pubblicazione di tre post con cadenza settimanale: il martedì dedicato alle proposte di lettura, il giovedì alla musica ed il sabato al suggerimento cinematografico.
Ogni settimana decidiamo i post da pubblicare la settimana successiva e ci confrontiamo su eventuali dubbi.

5. Quali riscontri avete rispetto all’uso del blog?

Stiamo cercando di implementare il blog con strumenti di verifica degli accessi suddivisi per tipologia di utenza, contenuti consultati ed orari che ci offra un feedback utile ad una valutazione seria. La mancanza di commenti ai post – peraltro abbastanza endemica quando si tratta di blog di questo genere, tendenzialmente destinati per lo più ad una fruizione “passiva” – non ci preoccupa più di tanto, per ora.
L’impressione generale è però che – non avendo ancora condotto un’efficace e consistente compagna promozionale del blog – il target non possa considerarsi raggiunto.
Ci stiamo interrogando sulle modalità di promozione di Extratime nel target di riferimento (15-19 anni): il nostro obiettivo assolutamente prioritario infatti è di attuare una promozione mirata, che utilizzi canali e linguaggi propri e riconosciuti anzitutto dai destinatari.
Stiamo comunque ricevendo una serie di segnalazioni da parte di giovani musicisti ed autori, che chiedono recensioni su proprie opere: un segnale che qualcosa si muove, che iniziamo ad avere una certa visibilità nel target. Ed uno spunto per ipotizzare una modifica nella struttura del blog, che permetta di dare spazio alle segnalazioni meritevoli per qualità e target di riferimento.

6. Quale piattaforma utilizzate e chi si occupa degli aspetti tecnici?

I post vengono caricati direttamente da noi tramite la piattaforma di WordPress.
La realizzazione della struttura e la scelta grafica del blog è invece stata affidata a soggetti esterni al Sistema Bibliotecario. Ci siamo affidati a due esperti in materia, un grafico e un webdesigner specializzati in comunicazione accessibile. Abbiamo spiegato loro la nostra idea, che hanno condiviso e saputo interpretare secondo noi al meglio: un blog informale, non impegnativo, un riferimento dove offrire spunti per divertirsi leggendo, ascoltando musica e guardando film.

7. Quanto avete speso per avviare il blog e quali spese future siete in grado di prevedere? Che tipo di impegno in termini di lavoro umano vi costa?

Il blog è stato creato con un impegno iniziale di circa cinquecento euro, finanziati dal Sistema Bibliotecario e destinati a coprire le spese di realizzazione grafica ed informatica affidata esternamente.
Le spese che preventiviamo riguardano l’aggiornamento tecnico ed il mantenimento del blog, l’acquisto di un dominio internet e le attività di promozione.
In tal senso abbiamo ricevuto proprio in questi giorni una bella notizia. La Regione Lombardia -nell’ambito dei contributi concessi ai sensi della Legge n.81/85 – ha approvato e finanziato il progetto presentato dal Sistema Bibliotecario per le attività di miglioramento del blog, che ad oggi risultano quindi attuabili.
In accordo con il nostro obiettivo – segnalare contenuti adeguati che prima di tutto abbiano avuto un forte impatto su di noi – e per motivi di carattere organizzativo, ci occupiamo della stesura dei consigli anche in orari di lavoro “meno canonici”, la sera o nei fine settimana.

8. Avete considerato l’ipotesi di utilizzare anche altri tipi di strumenti 2.0, come ad esempio Facebook o altri social network?

Sono attivi un profilo Facebook ed un account Twitter, dedicati alla promozione dei post.
Abbiamo anche attivato una collaborazione con la redazione di Screamzine Web Magazine, interessante e ben fatto portale cremasco gestito interamente da ragazzi, dedicato a politica, musica, territorio e tecnologia, all’interno del quale è stata creata una sezione (Extratime, appunto) dove settimanalmente pubblichiamo post tratti dal blog.
La proposta di collaborare è nata dai ragazzi di Screamzine, intenzionati a sviluppare maggiormente il proprio “storico” di consigli per libri e cinema. Per parte nostra speriamo che questa collaborazione permetta ad Extratime di ottenere una buona visibilità ed un maggiore radicamento nel territorio, considerata l’attenzione alle tematiche locali prestata dai ragazzi del sito.

9. Pensate che il blog sia uno strumento di comunicazione adatto anche ad altri tipi di target e per altri obiettivi della biblioteca?

Sicuramente, si pone come strumento funzionale per raggiungere anche target diversi dal nostro e  comunque è uno strumento assolutamente adatto a trasmettere contenuti ed informazioni. Che è poi oggi secondo noi la vocazione fondamentale di ogni biblioteca di pubblica lettura.

10. Consigliereste ad altri sistemi bibliotecari di intraprendere questa strada?

Certamente! E’ un modo economico e diretto per avvicinarsi all’utenza anche potenziale, per rispondere alle richieste di sollecitazioni culturali e, non dimentichiamolo, è un’importante occasione per noi bibliotecari di trasmettere in modo genuino e sincero la passione per il nostro lavoro.
Questo secondo noi è parte integrante dell’essere bibliotecari, un dovere professionale, prima ancora che una inclinazione personale. Crediamo infatti che mettere in campo competenze, professionalità ed attitudini per arrivare ai cittadini, di ogni fascia di età, fornendo loro stimoli, servizi, occasioni di confronto faccia parte del nostro lavoro esattamente come curarci delle raccolte documentarie o fornire informazioni bibliografiche.