Prete, nazionalsocialista, ebraista e bibliotecario

Fra le molte piccole cose che un bibliotecario può fare mentre lavora c’è quella, semplice, di notare le immagini nei libri. Tantissime immagini – fotografie storiche, riproduzioni di ritratti, paesaggi – si trovano solo all’interno dei libri, e sono visibili solo se si ha la fortuna di trovarsi in mano il libro giusto (avere a disposizione una biblioteca aiuta, fare di mestiere i bibliotecari ancora di più).

Di recente mi è stata affidata la cura della sezione della storia in una collezione piuttosto bella, ricca e un po’ in disordine, e non c’è niente come prendere una bella collezione e darle una faccia nuova sullo scaffale. Di immagini ne trovo tante, anche troppe, anche impegnative: tutti gli scaffali sulla prima e la seconda guerra, la discesa verticale della Shoah, scaffali anche duri da sfogliare. Poi ci sono i libri nuovi appena arrivati, su cui metti le mani prima di chiunque altro e titoli che sfogli con qualche diffidenza per il modo in cui sono stati confezionati: titoli e copertine ammiccanti che poi si rivelano semplicemente traduzioni non letterali dei titoli originali e libri seri su temi relativamente ignoti.

Mi è arrivato tra le mani Quei piccoli grandi eroi che salvarono i libri: la storia vera della brigata della carta che salvò migliaia di libri dal regime nazista, di David E. Fishman (titolo originale The Book Smugglers: Partisans, Poets, and the Race to Save Jewish Treasures from the Nazis). Lo sfoglio, prima di metterlo per la strada che deve prendere, e noto le immagini, alcune tavole a pagina intera, personaggi minori, storie che non conosco.

Una di queste immagini ritrae, dietro a una grande scrivania ricolma di schedari sullo sfondo di una libreria piena e ordinata, Johannes Pohl, “deutscher Priester, Nationalsozialist, Judaist, Hebraist und Bibliothekar”, come dice la voce in tedesco di Wikipedia, l’unica presente nell’enciclopedia libera quando arrivo a scoprire questa storia. Pare un uomo comune, impegnato nella consultazione di un grosso testo. Una faccia banale, i capelli ben pettinati sopra la sfumatura alta tipica del tempo, abiti anonimi e scuri.

Come accenna la didascalia mal fotografata dell’immagine sopra, Johannes Pohl ebbe però una vita non comune: prima prete cattolico, studiò a Roma e a Gerusalemme fino a diventare un esperto di ebraismo. Poi nazista, autore di opere antisemite, bibliotecario con la missione di trovare e distruggere testi ebraici. Morì nel 1960 dopo essere stato internato per un anno dopo la guerra e avere in seguito lavorato nel mondo dell’editoria tedesca.

Penso che di Johannes Pohl andrebbe ricordata la faccia. La faccia banale di un bibliotecario coltissimo, perché essere colti e bibliotecari non è evidentemente un antidoto al male.

Ho fatto della tavola con la sua fotografia una scansione alla qualità più alta che mi è stato possibile, ma non posso pubblicarla. L’autore della foto è Paul Wolff, morto a sua volta nel 1951. I diritti d’autore su quest’immagine sono quindi ancora degli eredi di Wolff. Il 1 gennaio del 2021 dovrò ricordarmi di caricarla su Commons e farla apparire dove chiunque possa trovarla, nella relativa voce di Wikipedia. Di cui nel frattempo sta nascendo una versione italiana, questa sera ancora una bozza fatta col copia incolla dal traduttore automatico, ma che spero in breve sia leggibile in forma migliore, ora leggibile in traduzione integrale.

Fino al 2021, possiamo vedere solo la sua mano che fruga fra schedari a fogli mobili, in una foto rubata col cellulare e dovutamente tagliata a metà. Legge, studia, distrugge libri.

 

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Mansplaining

Mansplaining is a blend of the word man and the informal form splaining of the verb explaining and means attempting to teach or otherwise explain something to a woman in an arrogant or condescending manner… Lily Rothman of The Atlantic defines it as “explaining without regard to the fact that the explainee knows more than the explainer, often done by a man to a woman”…
Fonte: Wikipedia

Qui una spiegazione in italiano.

Potete leggere lo scambio originale qui.

Naturalmente, io non so se chi gestisce l’account Twitter di Einaudi sia un uomo o una donna, ma l’esempio resta ottimo. Adesso ti spiego io, povera cara, che cosa devi pensare e anche che cosa devi provare.

Sono contenta di non essere stata la sola a trovare sgradevole l’idea di cercare qualcosa di positivo in una campagna nata proprio per raccontare il negativo solitamente non detto. Il positivo è la campagna in sé (non era chiaro?)
Sono meno contenta del fatto che io mi sia trovata a fare questa conversazione non con un account privato qualsiasi, ma con quello, istituzionale, di un nome famoso nel propio campo. È una misura di quanto l’essere accondiscendenti e passivo-aggressivi sia percepito come una normale forma di comunicazione.

Avrei comunque un consiglio per gli uomini che si ritrovino in situazioni del genere: non è sempre necessario pretendere di avere ragione a tutti i costi. Anzi, ci sono tante cose su cui fareste bene a starvene semplicemente zitti.

Come ho imparato che cos’è il parelio

Quante conoscenze non direttamente espresse in un testo possiamo trovare fra le sue righe?

librarianscape

Qualche tempo fa la biblioteca pubblicò un post sulla propria pagina Facebook per segnalare la digitalizzazione di un’opera molto rara, che descrive un “prodigio” avvenuto nel 1536: la comparsa di tre soli nel cielo.
Indubbio è il fascino dei libri antichi; ma questo documento, proprio per il tema trattato, mi aveva particolarmente incuriosita, e così sono andata a leggere il racconto di questo straordinario evento, premonitore, secondo l’autore del testo, delle più spaventose sciagure:

questi accidentali soli che circondano il nostro sol natural evidentissAnonimo - El gran prodigio di tre soli, Zanelli, Roma, 1536imamente dimostrano la eversione de cita e lochi, il revolgimento de stati e Signorie, le grandi e sanguinose battaglie, la noiosa e grave destruzione de reami, gli ivvisitati e perigliosi terremoti, la plurazion di pestilenzia crudele: lo importabile carico de la Carestia de tutte le cose: le subitanee e improvise morte e finalmente le regedi e aspri castigamenti, le molte angoscie e tribulazione che generalmente patirà…

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