Una collaborazione tra Fondazione BEIC e Wikimedia Italia

Le biblioteche sono naturali alleati di Wikipedia e dei suoi progetti fratelli. Esse, insieme alle gallerie, archivi e musei (i cosiddetti GLAM) sono infatti le principali organizzazioni per la promozione della conoscenza libera. Questi istituti contribuiscono alla diffusione del sapere scientifico e umanistico, allo sviluppo delle competenze informative e incoraggiano il riuso dei materiali. Eppure sono ancora troppo pochi i bibliotecari che si cimentano in quest’avventura di condivisione pubblica della conoscenza.

Ariosto - Orlando Furioso, 1551 - 5918999 FERE001606 00005È uscito sul numero di marzo di Biblioteche Oggi un articolo firmato congiuntamente da Chiara Consonni, responsabile dei servizi e sistemi informativi della Fondazione BEIC e da Federico Leva, dell’associazione Wikimedia Italia, dedicato al Progetto GLAM/BEIC.

L’articolo illustra il senso, le procedure e i risultati finora ottenuti (il progetto è infatti ancora in corso) di uno dei primi casi in Italia in cui un “wikipediano in residenza” collabora in modo ufficiale con una grande istituzione culturale.

Potete leggere qui che cosa sia un “wikipediano in residenza” (di certo qualcuno non meno creativo di un Artist in Residence!).

Potete invece leggere del progetto nella sua interezza, con tutte le sue fasi di lavoro, sulla pagina dedicata di Wikipedia. Sono inoltre disponibili i resoconti periodici delle attività intraprese dai bibliotecari BEIC assieme a Federico Leva.

E se, dopo aver letto l’articolo di Biblioteche Oggi, la biblioteca, il museo, l’archivio in cui lavorate fosse interessato a ragionare su come collaborare coi progetti wiki, che non sono solo Wikipedia, ma un sistema informativo integrato composto da un’enciclopedia multilingue, una biblioteca digitale, un repository internazionale di immagini riutilizzabili e un database di dati strutturati che sta velocemente raggiungendo un ruolo centrale nel grande oceano del web semantico (e anche altro), trovate qui i contatti di Wikimedia Italia.

Oppure, più semplicemente, mandate una mail a virginia.gentilini(at)wikimedia.it  :-)

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Uno può anche non leggere

È il titolo che Claudio Giunta dedica a un post sull’iniziativa dell’AIE #ioleggoperché. Lo trovate qui.

Non c’è molto da aggiungere. Io lavoro in una biblioteca pubblica e per di più seguo anche la comunicazione sui social media di quella biblioteca. Come biblioteca, seguo su Twitter in particolare gli account di decine e decine di editori. Mi trovo continuamente esposta a campagne più o meno strutturate di promozione della lettura a suon di promozione dei titoli del proprio catalogo. Vendere è bello, guadagnare è bello e io auguro a quelle iniziative ogni bene. Ma che siano in grado di conquistare un solo lettore, cioè una persona che non leggeva e che ha cominciato a farlo perché ha letto una variante qualsiasi del #libridavacanza, #chileggeama, #libroèbelloquindifìdati, è una cosa che prima o poi andrebbe provata. Potremmo tutti, noi bibliotecari, noi editori, noi librai, noi operatori della comunicazione, fare un passo indietro e tentare di guardarci da fuori. Forse da tutto quel twittare emergerebbe il ronzio di una massa di insopportabili secchioni (e speriamo dunque che continuino a non invitarci alle feste).

Si può anche non leggere. Alla signora che arriva a banco e srotola fuori dalla borsa ritagli di settimanali con la pubblicità dell’ennesimo ultimo libro che tutte le signore vogliono leggere contemporaneamente, io vorrei che si potesse anche dire: signora, arriva la primavera, faccia una passeggiata. Guardi le vetrine. Guardi un bel film in tv. Si senta libera di fare quello che le piace. Non glielo dico mai, perché so che forse quella signora ha bisogno di passare del tempo fuori dal mondo, di nascondersi là, dentro il suo libro pessimo, e il suo nascondiglio dal mondo non glielo voglio negare io. Però voglio sperare che verrà un giorno in cui l’espressione “promozione della lettura” verrà abbandonata (se accadrà quando sarò vecchissima venite ad avvisarmi all’ospizio, per cortesia). Leggere non è bello, può esserlo. E non leggerò perché qualcuno mi dice di farlo, ma se sono messo in grado di capire che ne ho bisogno.

Un unico appunto al post di Giunta: conosco medici ingegneri economisti e avvocati che, di “libri veri”, nella vita, ne hanno letti molti più di me che sono bibliotecaria e promuovo la cultura ecc. ecc. Non sosterrei questo tipo di generalizzazioni.

 

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Wikipedia alla Biblioteca Oriani

poster-19gen-esec3Domani, lunedì 19 gennaio, tengo una presentazione presso la biblioteca di storia contemporanea Alfredo Oriani di Ravenna, alle 17.

Le slide della mia presentazione si trovano già su Slideshare col titolo Biblioteche, lettori e Wikipedia: convergenze inattese e missioni comuni.

A me piacerebbe che si trattasse di un incontro informale e in cui tutti possano fare qualunque domanda vogliano e perciò, se potete e avete delle curiosità da soddisfare, venite.

Un ringraziamento particolare va al collega Mirko Bonanni per avere reso possibile questo incontro!

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