Sfide e alleanze in Biblioteca Nazionale a Firenze

Venerdì 28 novembre, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si tiene il convegno, organizzato dalla Biblioteca in collaborazione con Associazione Italiana Biblioteche e Wikimedia Italia, Sfide e alleanze tra Biblioteche e Wikipedia.

È un’occasione abbastanza unica per avere un’idea ricca di tutti i campi in cui i progetti wiki possono collaborare con le biblioteche e altre istituzioni culturali, andando oltre (molto oltre) la comune conoscenza di Wikipedia come risorsa di reference da consultare.

Il programma della mattina prevede interventi, con un taglio anche internazionale, sui progetti GLAM-wiki, la biblioteca digitale Wikisource, la risorsa per dati strutturati Wikidata, il concorso fotografico Wiki Loves Monuments e le esperienze concrete già realizzate o in corso di realizzazione svolte dalla Nazionale e da altre biblioteche italiane come la VEZ di Mestre.

Nelle due ore del pomeriggio è prevista invece un’attività di tipo più pratico e laboratoriale in cui i partecipanti potranno vedere dal vivo come funzionano i progetti, fare domande e provare a immaginare nuove forme di collaborazione. Per quanto riguarda Wikipedia, io e Susanna Giaccai abbiamo in programma un esercizio che si potrebbe chiamare “prendi una voce e smontala per vedere com’è fatta dentro”, col quale vorremmo dare un’idea veloce ma ricca sia della ricchezza del paratesto che c’è dietro l’aspetto semplicemente testuale di una voce, sia della rete sociale che ha portato alla sua creazione e manutenzione del tempo (bello, no?)

Questo il programma integrale, e questa la pagina in cui si trova qualche informazione in più su Wikipedia.

sfide

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Wikipedia alla Fondazione Mach: mele, viti e information literacy

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 “Scrivere in Wikipedia è stato come aprire un libro del quale si pensava di conoscere bene la storia avendo letto solamente la recensione”

Appena qualche mese dopo l’avvio del progetto Wiki VEZ alla biblioteca di Mestre, mi è capitato di seguire un altro piccolo progetto, questa volta in Trentino, presso l’Istituto agrario di San Michele all’Adige. In questo caso si è trattato di un progetto per così dire intensivo, un lavoro fatto con una sola classe scolastica, su una o poco più voci di Wikipedia, ma in profondità, ovvero con la collaborazione stretta sia di una insegnante dell’istituto, sia della biblioteca.

L’Istituto agrario di San Michele è in un certo senso un luogo privilegiato: fa parte di una fondazione, la Edmund Mach, che si occupa del settore agroalimentare della zona, ma anche di ricerca e di trasferimento tecnologico. Si trova quindi in un contesto più ricco di quello di molte altre scuole, beneficiando ad esempio di una biblioteca specialistica molto ben fornita.

L’Istituto ha anche una storia. Esiste infatti dal 1874 e ha attraversato tutte le alterne fasi di un territorio in bilico fra impero austro-ungarico, regno d’Italia, stato italiano e provincia autonoma. Ha ospitato ricercatori illustri, o meno illustri ma importanti abbastanza da apparire di tanto in tanto sulle vostre tavole (sapete da chi prende il nome il Rebo?). È parso quindi piuttosto naturale dedicare un lavoro di information literacy svolto in collaborazione fra biblioteca e scuola alla storia dell’Istituto e ai suoi personaggi principali. E per farlo si è scelto come strumento Wikipedia.

L’attuale voce dedicata all’Istituto è il risultato del lavoro collettivo che, grazie a un progetto specifico, gli studenti hanno svolto sulla base delle fonti fornite dalla biblioteca, seguiti dalla loro insegnante e da me, che in qualche ora presso la loro scuola e con un po’ di lavoro da remoto li ho aiutati a dare forma alla voce secondo i criteri contenutistici e stilistici dell’enciclopedia. Ora la voce è online, nata dalla costola di una preesistente voce dedicata alla Fondazione Mach e a disposizione di tutti per essere letta e migliorata.

Dopo questa esperienza, che a me ha divertito tantissimo, anche perché quella classe di ragazzi tutti maschi che studiano viticoltura non mi ha affatto sbranata viva come temevo ;-) mi è sembrato che potesse essere utile farne parlare direttamente chi ne era stato il maggiore protagonista e ho messo giù alcune domande da rivolgere agli studenti, alla bibliotecaria, Alessandra Lucianer e all’insegnante, Milena Maines. Con un po’ di ritardo, ecco le risposte a questa piccola quasi-intervista, che pubblico qui con un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto e partecipato al progetto, compresi chi mi ha reso “creatore di utenze” per il tempo necessario a creare account per tutti i ragazzi, chi mi ha aiutato a districarmi fra i diritti delle immagini, e tutti coloro che lavorano, come sempre, dietro le quinte dell’enciclopedia.

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Wiki VEZ: a scuola di Wikipedia

VeDo_09_WikiVezEra il 12 luglio 2013 e in effetti faceva molto, molto caldo a Bologna. Due colleghi della Biblioteca VEZ di Mestre, Barbara Vanin e Giuseppe Saccà, vennero a incontrare Aubrey e me per capire come impostare un laboratorio di alfabetizzazione a Wikipedia in biblioteca. Le cose sono partite quel giorno e – grazie alla costanza di Barbara e Giuseppe e al lavoro di molte altre persone – si sono ampliate fino ad arrivare a una collaborazione col consorzio Promovetro e ad un paio di tirocini dedicati al lavoro sulle voci riguardanti il vetro di Murano. Dimostrazione del fatto che si può partire da una piccola idea, dalla percezione di un interesse comune, e poi nutrirla, quell’idea, fino a farne un progetto. A più di un anno di distanza ne raccogliamo i frutti nel n. 9 di VeDo, il bollettino della Rete Biblioteche Venezia, interamente dedicato a questa esperienza.

Ecco che cosa ci trovate dentro, dopo la Prefazione a cura della Redazione:

Barbara Vanin e Giuseppe Saccà, Ci recammo in treno a Bologna
Alessandra Gasparini e Francesca Lissoni, Wikimedia Italia. Associazione per la diffusione della conoscenza libera
Andrea Zanni, Wikisource, biblioteca digitale wiki
Pierfranco Minsenti, Wikipedia come palestra per apprendere la media literacy e le culture partecipative in biblioteca. Il quadro europeo e i suggerimenti dello studioso americano Henry Jenkins per definire un nuovo ruolo per le biblioteche di pubblica lettura
Giorgio Bombieri, Apparato iconografico
Virginia Gentilini, GLAM – Biblioteche: che cosa è stato fatto?
Maria Giovanna Romanelli, Wikipediana alle prime armi
Francesca Allegra Bettetto, Progetto WikiMurano
Appendice. Proposte di itinerari educativi 2014-2015

Trovate qui l’elenco dei numeri di VeDo, tutti scaricabili e pubblicati con licenza CC BY-SA.

Secondo me si tratta di un bell’esempio di come prendere la biblioteca, aprirla al mondo circostante e farne la base per costruire qualcosa che vada la di là dei servizi più o meno tradizionali che conosciamo. Quando si parla di biblioteca come piattaforma, probabilmente si parla anche di cose fatte così.

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