Web 2.0 e biblioteche: corsi a Bologna

Lunedì 5 ottobre l’Università di Bologna mi ha ospitato per un corso sul Web 2.0 nelle biblioteche che si ripeterà fino a Natale altre due volte (di nuovo per l’Università e, nel contesto di un corso più vasto sulla biblioteca digitale, per le biblioteche della regione Emilia Romagna).

Riporto anche questa volta le slide, comunque disponibili su Slidehare, questa volta però sottolineando l’importanza che ha, a mio parere, il fatto di condividere materiali come questi. E’ vero, vedere le slide non è come essere presenti al corso. Ma è utile per chi proprio non potrebbe esserci, per chi vuole farsi un’idea senza perderci troppo tempo e per chi prepara corsi simili.

In questo caso, ad esempio, ho sicuramente un debito nei confronti del materiale di Andrea Marchitelli, di Bonaria Biancu, di Ellyssa Kroski e di Vincenzo Cosenza (e di molti altri, ma con debiti meno corposi!)


Una seconda cosa da sottolineare è che – al di là delle tecnologie e delle applicazioni ai servizi delle biblioteche – ho tentato in questo corso di dare anche un’idea generale di quali possano essere le implicazioni culturali e sociali del 2.0. E’ un tentativo azzardato, lo so, per questo mi sono fatta forte di diversi autori che, generalmente con un taglio sociologico, se ne sono occupati in modo approfondito. Li vedete citati in bibliografia, in particolare nella prima sezione, Società dell’informazione e nuove tecnologie di comunicazione.

In particolare, ho tentato di presentare insieme due autori come Henry Jenkins, il cui Cultura convergente è un libro senza il quale siete destinati a non capire nulla della cultura contemporanea e il nostro (bibliotecario) R. David Lankes, in nome di una spero non troppo azzardata comunanza “partecipativa”.

Tra i libri citati in bibliografia, anche il nuovissimo Network effect: quando la rete diventa pop, appena uscito per Codice edizioni. E’ così nuovo che l’ho messo in bibliografia prima di riuscire a leggerlo, ma sapendo che esce dal Larica, il Laboratorio di Ricerca Comunicazione Avanzata dell’Università di Urbino, e che raccoglie nomi come Giovanni Boccia Artieri, Fabio Giglietto e Luca Rossi, mi sono fidata a basta.

La morale è che, se proprio detestate chi mette online le proprie slide come se potessero sostituire dei corsi veri e propri, potete comunque approfittare della bibliografia, farvi una bella serie di letture e poi trarre da voi le vostre conclusioni!

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